Rose Nathike Lokonyen, testimone a Lund

04.10.2016 – L’atleta sud sudanese, che fece parte della squadra di rifugiati alle Olimpiadi di Rio, darà la sua testimonianza alla Commemorazione ecumenica di Lund (Svezia) il 31 ottobre

«Dio mi ha spinto ad aiutare la mia avversaria»«»

19.08.2016 – Dopo essere inciampata su un’atleta rivale durante la gara di 5000 metri femminili, la statunitense Abbey D’Agostino avrebbe potuto continuare a correre ma...

La fede dei campioni olimpici

16.08.2016 – In questi giorni zeppi di notizie provenienti da Rio anche riguardanti la vita privata dei medagliati olimpici, diversi siti cattolici compiono l'interessante e lodevole lavoro di mettere in luce la fede o le credenze dei campioni dello sport.

Rio 2016: Yusra Mardini, 18enne cristiana siriana, portabandiera del Team olimpico rifugiati

14.08.2016 – Fuggita dalla guerra, la giovane ha gareggiato nei 100 stile e nei 100 farfalla. Un anno fa ha rischiato di morire nel mar Egeo, durante una traversata. Grazie alla fede, al coraggio e alle abilità natatorie ha salvato la sua vita e quella di altre 17 persone. «Non potevo annegare – ricorda – perché io sono una nuotatrice e avevo un futuro da inseguire»«». Ora il pensiero va a Tokyo 2020.

La strana giustizia sportiva del caso Schwazer: La verità è ferita ma Alex è vivo

12.08.2016 – Hanno «ammazzato»«» Alex e Alex è vivo… oggi a Rio forse canterebbe così anche Francesco De Gregori, sostituendo il suo Pablo con il nome di Schwazer. È difficile non rendersi conto che la punizione della Iaaf, otto anni di squalifica al marciatore azzurro, non è stata esemplare ma eccessiva, soprattutto per come è stata trattata la positività dell’atleta. Una positività che non è certa neppure dopo l’ultima udienza al Tas a Rio. Un processo kafkiano, un atleta che deve pagare di tasca propria la trasferta dall’altra parte del mondo per vedersi giudicato in uno studio di avvocati, lontano dai luoghi olimpici per non disturbare gli altri atleti. Come se Schwazer fosse un alieno e di quel mondo non avesse mai fatto parte.

Rio 2016: il messaggio del team dei rifugiati

08.08.2016 – Sono iniziati i Giochi olimpici a Rio de Janeiro. L’auspicio che tutti possiamo evidentemente fare nostro è che siano un evento di sport, di competizione, di crescita umana di chi vi partecipa e di bellezza e passione sportiva sana per gli spettatori. Sarà così?

Olimpiadi: iniziativa di religiose brasiliane contro la tratta

08.08.2016 – Due anni fa, in occasione dei Mondiali di calcio contribuì in modo significativo – con il 42% di denunce in più – a far emergere i casi di sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti e di situazioni di tratta di persone. Oggi, mentre sono accesi i riflettori sulle Olimpiadi di Rio la rete brasiliana delle religiose contro la tratta di persone «Um grito pela vida»«» mette nuovamente in campo la campagna «Gioca per la vita»«». Lo stesso slogan del 2014 per contrastare un fenomeno che sempre di più accompagna le grandi manifestazioni che richiamano da ogni angolo del mondo masse di turisti e visitatori.

Vaticano. Lettera di Papa Francesco alla Squadra dei Rifugiati dei Giochi Olimpici che si aprono oggi a Rio de Janeiro

06.08.2016 – Papa Francesco ha scritto una lettera alla Squadra dei Rifugiati dei Giochi Olimpici che si sono aperti ieri a Rio de Janeiro.

Francesco: Giochi Olimpici di Rio siano momento di pace e tolleranza

03.08.2016 – All’udienza generale il Papa ha rivolto un «saluto affettuoso al popolo brasiliano, in particolare alla città di Rio de Janeiro, che ospita gli atleti e gli appassionati di tutto il mondo in occasione delle Olimpiadi»«» che inizieranno il 5 agosto.

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