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Venezuela: in massa al referendum anti-Maduro. La preghiera del Papa

17.07.2017, 12:32 / Redazione Web

In Venezuela oltre 7 milioni di persone hanno partecipato al referendum contro l’Assemblea costituente voluta dal presidente Maduro. Attacchi e sabotaggi durante le votazioni: almeno una persona è rimasta uccisa. Nuovo intervento del Papa ieri all’Angelus. Il servizio di Sergio Centofanti:

Papa Francesco: “Un saluto speciale rivolgo alla comunità cattolica venezuelana in Italia, rinnovando la preghiera per il vostro amato Paese”.

Poche parole ma significative, giunte nella storica giornata del referendum popolare contro la Costituente. Un voto non autorizzato dal governo, cui ha partecipato anche la comunità venezuelana in Italia. La Chiesa del Venezuela ha sostenuto l’iniziativa, offrendo anche i propri edifici per i seggi. I vescovi accusano il presidente Maduro di promuovere un’Assemblea costituente per instaurare una dittatura militare marxista.

In mattinata si è recato a votare anche l’arcivescovo di Caracas, il cardinale Urosa Savino, che ai nostri microfoni ha condannato la repressione che dall’aprile scorso ha fatto oltre 100 morti: è “guerra contro un popolo”, ha detto . Oltre il 98% dei sette milioni di votanti hanno detto no al progetto governativo. Per l’opposizione è un chiaro messaggio a Maduro e al mondo.

Denunciati attacchi contro le persone in fila ai seggi da parte di gruppi paramilitari: una donna è stata uccisa, ci sono anche feriti. Per l’opposizione ci sono almeno due vittime. Intanto, la crisi umanitaria si aggrava sempre di più come afferma un rapporto della Caritas italiana intitolato “Inascoltati, un popolo allo stremo chiede i suoi diritti fondamentali”. Mancano cibo e medicine, la mortalità infantile e materna ha raggiunti livelli altissimi. Ascoltiamo  Paolo Beccegato, vicedirettore di Caritas italiana, al microfono di Fabio Colagrande:

R. – In Venezuela c’è stato in quest’ultimo periodo un ulteriore aggravamento, una crescita, della povertà assoluta che ha raggiunto il 52 percento della popolazione. Questo grido di sofferenza sociale, l’aumento della povertà estrema in un Paese già in una situazione difficile, l’aumento della denutrizione infantile – che colpisce ormai un bambino su quattro, secondo le statistiche di Caritas Venezuela impegnata a incontrare queste persone quotidianamente – l’aumento di tutto ciò che riguarda la difficoltà nei servizi per la salute – quindi mortalità materna per parto, mortalità infantile, tutto ciò che riguarda l’accesso alla salute a livello di base – tutti questi indicatori dicono un fatto gravissimo: un popolo in estrema sofferenza, un popolo che grida questa sofferenza che però, come abbiamo titolato in questo breve dossier, è inascoltato, perché sostanzialmente non si vuole riconoscere il momento di grandissima difficoltà di un intero Paese. Quindi, aldilà delle valutazioni strettamente politiche, qui c’è – come dice la Conferenza episcopale venezuelana – da aprire canali umanitari. Ormai è un problema di emergenza complessa a livello umanitario, a livello internazionale, ed è quanto mai necessario un dialogo pacifico per trovare una soluzione a questo problema. Questo è quello che chiede la Conferenza episcopale locale e noi facciamo eco a questa richiesta.

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