Internazionale

Suor Nathalie Becquart, Sottosegretaria del Sinodo, presenta a catt.ch l’assemblea mondiale

Tra le tante novità del prossimo Sinodo dei vescovi, in programma a Roma nel 2023 al termine però di un percorso che inizia oggi in Vaticano con una plenaria alle 9 (diretta su catt.ch), seguita il 10 ottobre da una celebrazione in San Pietro alle 10 e il 17 ottobre in tutte le diocesi del mondo con degli eventi e una consultazione che riguarda tutti, ce n’è una che ha attirato la curiosità dei media: per la prima volta una donna avrà diritto di voto nell’assemblea generale. È suor Nathalie Becquart (nella foto), religiosa francese che il Papa ha nominato nel febbraio 2021 Sottosegretaria del Sinodo. Becquart, 52 anni, appartiene alle Missionarie di Cristo Gesù (note anche come Saveriane), una congregazione di spiritualità ignaziana con il carisma di annunciare il Vangelo nel mondo, in particolare nelle periferie. Per questo anche lei, come le sue consorelle, non porta una veste religiosa ma indossa abiti borghesi. La sua vocazione è arrivata dopo gli studi in Imprenditoria e un periodo di lavoro nel marketing. Da giovane ha cercato a lungo la sua strada, poi si è occupata proprio dei giovani: nelle Saveriane e quindi, per sei anni, come responsabile nazionale della Pastorale giovanile in Francia. Nel 2018 ha partecipato al Sinodo dei Giovani, poi è arrivata la chiamata del Papa. Oggi nel suo ufficio in via della Conciliazione a Roma, a due passi dalla Basilica di San Pietro, la scrivania è piena di carte e l’agenda fitta di impegni: la macchina del Sinodo si sta muovendo già a pieno ritmo.

Suor Becquart, che cos’è il processo sinodale avviato da papa Francesco?
Il Sinodo ha come tema la sinodalità. Si tratta di uno stile per la Chiesa del terzo millennio riassunto nel sottotitolo del processo: comunione, partecipazione e missione. La missione, ovvero l’annuncio del Vangelo nel mondo di oggi, è il punto di arrivo in un cammino di conversione sinodale della Chiesa. Per capire come mettere in pratica questo annuncio abbiamo bisogno di fare strada insieme tra laici e consacrati, tra donne e uomini, tra preti, vescovi e popolo di Dio, ascoltandoci reciprocamente. È questo l’obiettivo del percorso biennale voluto dal Papa.

Un percorso articolato in più fasi.
La prima è la più importante: quella diocesana. Fino all’aprile del 2022 in tutto il mondo ci saranno momenti di incontro e confronto per comprendere i bisogni delle Chiese locali e le scelte da mettere in atto. Poi ci saranno le riunioni delle Conferenze episcopali nazionali e continentali, e infine l’Assemblea dei vescovi a Roma. Ma vorrei sottolineare che, in ogni passaggio, il processo sinodale sarà principalmente un’esperienza spirituale. Ci incontriamo per mettere in comune le varie sensibilità ed esperienze, e così ascoltare la voce dello Spirito Santo che parla attraverso le vite di tutti i battezzati.

Lei ha lavorato a lungo con i giovani. Che cosa ha imparato da loro?
Ho capito in particolare una cosa: per parlare del Vangelo al mondo di oggi bisogna essere «bilingui». Cioè bisogna saper parlare la lingua della fede e della Chiesa, essere preparati sulle questioni pastorali e teologiche; ma bisogna anche saper parlare il linguaggio del tempo presente e incontrare i giovani sui loro terreni: quelli dello sport, della musica, dell’arte, insomma della vita quotidiana.

Anche tanti adulti, oggi, fanno fatica a entrare in dialogo con la Chiesa.
Certamente, la riflessione sul mondo giovanile si può in parte estendere anche al mondo adulto. Viviamo in una società sempre meno cristiana, la cultura di oggi è quella post-moderna segnata dal prevalere delle interazioni digitali: bisogna comprendere questa cultura per poter annunciare in un contesto rinnovato il messaggio sempre attuale di Cristo.

Sarà la prima donna, nel 2023, a votare in un’assemblea di uomini come il Sinodo dei vescovi. Sente una responsabilità particolare?
Mi sento come un piccolo anello in una lunga catena : prima di me ci sono stati tante donne e tanti laici che hanno partecipato attivamente alla missione della Chiesa. Il diritto di voto al Sinodo può essere come una luce che si accende, ma la mia nomina non può essere separata da tutto il cammino che le donne hanno già fatto nella Chiesa e anche dalla realtà delle Chiese locali, dove le donne hanno già molte responsabilità e molti diritti. Dunque bisogna andare avanti su questa strada: i Sinodi degli ultimi anni, del resto, hanno insistito sul bisogno di ascoltare le donne, dare loro la parola e chiamarle ancora di più alla corresponsabilità.

Anche la diocesi di Lugano comincerà la prossima settimana il percorso sinodale. Qual è il suo augurio? Abbiate fiducia nello Spirito Santo: un’esperienza di autentica sinodalità darà tanta gioia ed entusiasmo, e un nuovo slancio nell’annuncio missionario del Vangelo!

Gioele Anni

Le prime informazioni sull’inizio della fase diocesana del Sinodo mondiale nella Diocesi di Lugano

Nathalie Bécquart Xavière, già direttrice del Servizio nazionale della Conferenza episcopale francese per l’evangelizzazione dei giovani e per le vocazioni
9 Ottobre 2021 | 10:19
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