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La Via Crucis del Papa scritta da suor Eugenia Bonetti: «Le donne maltrattate sono i veri crocifissi di oggi»

Il suo sogno era che al Colosseo, luogo di sofferenze del passato, quest’anno si raccogliessero i dolori di tante donne «senza volto, senza nome, senza speranza, trattate solo come usa e getta». Suor Eugenia Bonetti, 80 anni, è infatti Missionaria della Consolata e dal 2012 presiede l’associazione «Slaves no More onlus» (www.slavesnomore.it) che ha tra i suoi obiettivi la prevenzione e quando necessario il riscatto della donna emarginata e abusata, sia in Italia che nel mondo. Abbiamo raggiunto la religiosa che ha scritto le meditazioni della Via Crucis della celebrazione del Venerdì Santo con Papa Francesco.

«Sono sempre più frequenti le notizie che riguardano le violenze sulle donne. Un fenomeno globale che si traduce in drammatiche conseguenze. Così, nei testi ho voluto che confluissero tutte le esperienze dei miei oltre 25 anni di servizio sulle strade e nelle comunità di accoglienza».

Lei, suor Eugenia è stata riconosciuta come esperta di tematiche legate al traffico di esseri umani. Quale messaggio ha dunque voluto trasmettere nei suoi testi per il Venerdì Santo? «Volevo che si tornasse a riflettere sulla società, che ha fatto tante conquiste tecnologiche ma ha dimenticato, mi sembra, la sacralità della persona. Ciascuno di noi è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, per cui non si può manipolare. I veri poveri di oggi? Coloro che sono ridotti tali dalle nostre politiche di esclusione. La Via Crucis la fa Cristo assieme alle donne che oggi vengono maltrattate. Sono i nuovi crocifissi di oggi, ma c’è da chiedersi: chi le usa? Chi le mette in simili condizioni?».

E suor Eugenia di donne così ne ha conosciute tante, ma ne ricorda una in particolare, Maria, una giovane prostituta che, letteralmente, le cambiò la vita per sempre. «La mia conversione è passata nei singhiozzi di questa donna che era venuta a chiedere aiuto ma io non avevo tempo per ascoltarla perché iniziava la Messa. Mi ha accompagnato in chiesa, tutti mi guardavano perché era strano vedere una suora insieme ad una ragazza di strada. Mentre pregavo ho sentito il suo pianto, lei era uscita dalla Messa perdonata, io sconvolta tanto da non dormire la notte. Il Signore mi aveva indicato la via da seguire».

Suor Eugenia ai nostri lettori lascia questo messaggio per la Pasqua: «La vita, ogni vita è un grande dono che ciascuno di noi ha ricevuto gratuitamente con il compito di conservarla, valorizzarla e metterla a servizio dell’intera umanità. Non dimentichiamo che saranno proprio i poveri, gli emarginati, gli esclusi della società e della storia, tra cui le prostitute, che ci precederanno nel Regno dei Cieli».

Sul sito ufficiale del Vaticano il testo completo delle meditazioni.

Laura Quadri

19 Aprile 2019 | 11:00
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