Ticino

«Un aiuto per tutti»: a Bellinzona un’iniziativa ecumenica solidale per i nuclei famigliari bisognosi

Un’iniziativa di solidarietà per aiutare le famiglie che, silenziosamente, subiscono la crisi economica causata dalla pandemia. Succede a Bellinzona dove dal mese di aprile è attivo il progetto «Un aiuto per tutti», raccolta di generi alimentari e beni di prima necessità destinati per ora a una quindicina di nuclei famigliari.

Sono diverse le realtà religiose e civili che si stanno mettendo in gioco, tra cui anche le parrocchie di Daro-Artore e della Collegiata di Bellinzona. Il parroco, don Maurizio Silini, racconta: «Poco prima di Pasqua è arrivato un appello dai membri del Centro Cristiano Evangelico «Gesù vive» di sant’Antonino: si stavano organizzando per aiutare persone della zona che si erano rivolte a loro». Subito è scattata la collaborazione con il gruppo missionario cattolico «San Michele Arcangelo» e l’ong no profit «Il giardino dei bambini», realtà strutturate e attive in particolare con progetti di sviluppo all’estero. Poi si sono aggiunte altre comunità evangeliche e le comunità cattoliche.
«Quando sono stato informato dell’iniziativa», spiega don Silini, «mi è piaciuta subito la possibilità di collaborare concretamente con cristiani di altre Chiese e soggetti del mondo civile. Così ho ritenuto utile coinvolgere anche le due parrocchie dove presto servizio». Il progetto di solidarietà è nato dunque per rispondere al bisogno di alcune famiglie, che si sono rivolte in modo informale a persone di cui avevano una conoscenza diretta. «Sappiamo che diverse realtà caritative aiutano con profitto chi ha bisogno», riflette don Silini, «ma rimangono comunque delle situazioni di disagio nascoste. A livello locale ci sono delle reti di contatti che consentono proprio di dare una risposta a queste problematiche».

Diversi sono i punti di raccolta di «Un aiuto per tutti», in cui è possibile donare alimenti facili da conservare o accessori come saponi e pannolini. «Nelle due chiese principali Collegiata e san Giovanni», dice don Silini, «sono esposte delle ceste di vimini che settimanalmente si riempiono grazie alla generosità spontanea dei fedeli. Nella farmacia Azione di Bellinzona Sud, invece, arrivano quantitativi più consistenti di merce per la maggior parte donate da persone della zona. La distribuzione avviene con il ritiro di una borsa presso il centro evangelico di sant’Antonino o a volte con la consegna a domicilio di cui si occupano la signora Marie Jud, il pastore John Ndongala e in qualche caso anche i volontari delle parrocchie». L’allarme per la crescita della povertà in Svizzera era stato lanciato da Caritas già all’inizio del 2021: nel mese di febbraio l’associazione comunicava di aver aiutato 17mila persone in tutta la Confederazione dall’inizio della pandemia, per una spesa di circa 6 milioni di franchi. Eppure si prevedeva che gli effetti più gravi della crisi dovessero ancora manifestarsi.
«La nostra è una situazione di piccole proporzioni», specifica don Silini, «ma è nostro dovere farci prossimi di chi ha bisogno. E mi rivolgo anche ad altri che volessero dare una mano: la gioia nel donare è una tipica esperienza del Vangelo». Come proseguirà l’esperienza di «Un aiuto per tutti»? Conclude don Silini: «Come ci siamo detti più volte all’interno del gruppo, tutto è nelle mani di Dio: siamo all’inizio e il progetto può naturalmente evolvere e diventare più capillare. La speranza è che, con il passare del tempo, possa invece anche risultare superfluo, perché vorrebbe dire che il periodo di difficoltà economica è stato superato»

Gioele Anni

7 Giugno 2021 | 06:38
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