Ticino

Myriam Di Marco: una mamma ricercatrice a Haifa tra parco giochi, missili e università

Essere mamma e ricercatrice universitaria si può. Anche se la ricerca ti porta a migliaia di chilometri da casa e il bambino, anzi la bambina, in questione, ha solo tre anni. Lo ha concretamente dimostrato Myriam Di Marco ottenendo nel 2016 una borsa di studio post dottorale per un soggiorno di due anni, alla School of Political Sciences, dell’Università di Haifa, in Israele. Dopo aver concluso un dottorato alla Pontificia Università Lateranense di Roma, in cui analizzava la storia costituzionale di Israele, dell’Iran, dell’Arabia Saudita e della Turchia; la passione per la lingua e la cultura ebraica l’hanno portata a voler ulteriormente approfondire lo Stato di Israele da un punto di vista politico-costituzionale. Venendo da un contesto federale, ha così proposto alla School of Political Sciences, un progetto di ricerca in cui analizzare i vari aspetti del federalismo svizzero in aiuto al conflitto israelo-palestinese. L’università l’ha accettata come ricercatrice e, a quel punto, di comune accordo con il marito, è partita. Oggi Myriam ha fatto ritorno in Ticino, dal 2018 è assistente scientifica del rettore della facoltà di teologia della Svizzera italiana, René Roux; la bambina di allora ha sei anni e nel frattempo è arrivata anche una sorellina. E presto questi due anni vissuti in Israele, tra le aule universitarie e il parco giochi, diventeranno anche un libro. La prima sfida che Myriam si è trovata ad affrontare è stata quella della casa: trovarne una che fosse in prossimità dell’Università e contemporaneamente anche vicino all’asilo cristiano-arabo della bimba. Difficile da trovare, essendo uno distante dall’altro 1 ora di autobus. Perciò l’esigenza della bambina ebbe la meglio e la scelta cadde su un appartamento nel quartiere arabo cristiano vista golfo commerciale marittimo, da cui si scorgevano le montagne del Libano, a pochi passi dalla scuola materna. Myriam, all’università ci sarebbe andata in autobus, condividendo– anche così – la quotidianità del popolo israliano. «Una quotidianità che poteva essere da un momento all’altro rotta da un attacco missilistico da oltre confine» precisa la professoressa Di Marco. «Non potevo dimenticare, infatti, di essere in un Paese in continua minaccia di guerra, ma cercavo di adeguarmi all’atteggiamento israeliano che il più delle volte era simile al nostro fatalismo ». All’inizio non è stato facile: notava le navi militari che controllavano il mare, i caccia sopra la testa che volavano verso la Siria. Il primo lavoretto della bambina all’asilo fu un braccialetto rosa e una collana con appeso un biglietto: erano segni di riconoscimento per evitare lo smarrimento in caso di attacco o terremoto… Di questo e molto altro racconterà Myriam Di Marco, ospite oggi a partire dalle 16, dell’Associazione Amicizia ebraico cristiana, in via Landriani 10 a Lugano.

Corinne Zaugg

La dott.ssa Myriam Di Marco.
12 Gennaio 2020 | 00:49
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