Diocesi

Lourdes: al via il 62esimo pellegrinaggio della Diocesi di Lugano

Parte oggi, per la sessantaduesima volta, il pellegrinaggio diocesano alla volta di Lourdes. Un evento, che coinvolge non solo chi concretamente, questo pomeriggio, partirà su uno dei nove bus (sei dei quali specialmente equipaggiati per i malati) o qualche ora dopo, a bordo dell’aereo, come il Vescovo mons.Lazzeri; ma tutta una diocesi, che a questi pellegrini si sente legata e da cui si sente spiritualmente rappresentata e sostenuta.

Non c’è più – ormai è il secondo anno – il lungo treno che attraversando tutto il Cantone rendeva questa vicinanza addirittura tangibile. Con la sostituzione del treno si è ridotta anche la «cerimonia» dei saluti, che si verificava in ogni stazione in cui si fermava il convoglio e un po’ ovuque lungo il suo percorso. Indimenticabili, nella mente e nel cuore di chi li ha visti anche solo una volta, i fazzoletti sventolati dalle case che si affacciano sui binari e la gente in attesa del passaggio del treno, solo per salutarlo! I pellegrini di quest’anno troveranno una Lourdes vestita a festa, in occasione dell’ «Anno di Bernadette», voluto per sottolineare i 175 anni dalla nascita e i 140 dalla morte della pastorella veggente e posto sotto il segno del versetto evagelico «Beati voi poveri, perché vostro è il regno dei Cieli».

Luogo di una spiritualità straordinaria, «dove si vive il massimo del dolore e il massimo della gioia» come ebbe a scrivere lo scrittore francese Karl Luis Huysmans nel 1907, Lourdes da una decina di anni ha visto diminuire di circa il 30% i pellegrinaggi organizzati provenienti dall’Europa. Non c’è organizzazione che non presenti un deciso calo di pellegrini accompagnati, si legge in un articolo pubblicato qualche tempo fa da Vatican Insider. E la nostra diocesi non fa eccezione. Tra i motivi a spiegazione di questa parziale disaffezione verso questa meta, ci sono diversi fattori: la crisi della fede tradizionale, la crescita dell’individualismo che porta a preferire formule «selfmade», la crisi economica, la paura di possibili attentati, ma anche le alluvioni che negli ultimi sei anni, hanno portato tre volte le acque del Gave fin dentro la Grotta.

Mons. Nicolas Jean René Brouwet, vescovo di Tarbes e Lourdes, per invertire questa tendenza, almeno dal punto di vista economico, ha così affidato la gestione commerciale e amministrativadei luoghi delle apparizioni mariane, a Guillaume de Vulpian, manager con un passato ai vertici di Renault. Sotto la gestione de Vulpian le spese di gestione sono state drasticamente ridotte e i ricavi, incrementati. Il bilancio, dopo un decennio circa di cifre in rosso, è tornato in attivo. Insomma, una gestione ottima dal punto di vista economico, che però – per certi versi – ha inquietato il Papa che lo scorso mese di giugno ha designato un delegato speciale che avesse a cuore la «cura dei pellegrini «. L’incarico è stato affidato a monsignor Antoine Hèrouard, vescovo ausiliare di Lille. Ad annunciarlo, e spiegare il motivo dell’introduzione di questa figura, è stato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la Nuova Evangelizzazione, il dicastero che da due anni ha ricevuto dal Pontefice l’incarico di valorizzare la pastorale dei santuari. Il compito che il Papa ha affidato a monsignor Hérouard è semplice, almeno in apparenza. Il prelato dovrà restituire spazio all’aspetto pastorale, individuando, così si legge nella lettera inviatagli dal Papa, «quali ulteriori forme il santuario di Lourdes possa adottare, oltre alle molteplici già esistenti, per divenire sempre di più un luogo di preghiera e di testimonianza cristiana corrispondente alle esigenze del Popolo di Dio». Esteriormente, sempre uguale: con i suoi cerimoniali codificati, le sue divise «d’antan» , il suo programma consolidato, il Santuario di Lourdes è sempre quindi anche in trasformazione, perché modernità e tradizione possano convivere e permettergli di continuare ad essere «quel luogo – per dirla con le parole dello scrittore francese François Mauriac – dove nessuno può evitare di guardare in faccia il suo destino» e dove è impossibile fare «tre passi senza chiedermi in cosa credo e in cosa non credo».

Ma anche dove pur nel cambiamento dei tempi, delle spiritualità, del modo di vivere la fede, ogni volta si può assistere al puro miracolo di chi – giovane o meno giovane – decide di spendere sei giorni della propria vita insieme ai malati; di trascorrere del tempo al cospetto di Maria, come fece 161 anni fa, proprio lì, una pastorella ignorante e povera e far, infine, rientro a casa con l’esperienza d’aver concretamente vissuto in un «mondo al contrario», dove gli ultimi saranno i primi e i poveri, beati.

Il pellegrinaggio in breve

Sarà la sesta volta che mons. Lazzeri guiderà il pellegrinaggio diocesano a Lourdes, che è organizzato dall’Opera Diocesana Pellegrinaggi, nella persona di don Massimo Braguglia e la signora Katia Leinhard. All’arrivo, lunedì, per i 375 pellegrini ticinesi la S. Messa di apertura del pellegrinaggio alla Grotta, alle 16.30, preceduta dal passaggio alla grotta; martedì l’amministrazione del Sacramento dell’Unzione dei malati alle 8.30, seguita dalla celebrazione penitenziale alle 14.30. Alla sera la processione mariana «aux flambeaux «. Mercoledì la S. Messa internazionale nella Basilica S. Pio X e, al pomeriggio, la catechesi di mons. Lazzeri; alle 18 rosario meditato alla grotta. Giovedì invece, alle ore 6, incontro del Vescovo con i volontari, seguito alle 8.30 dalla S. Messa alla grotta e dall’incontro del Vescovo con i malati, alle 10, mentre nel tardo pomeriggio la processione eucaristica. Quindi, venerdì alle 9, prima della partenza, la S. Messa conclusiva. Si ricorda che è tutt’ora possibile fare dei versamenti sul «Libro d’oro» (CCP 69-616-3) per permettere che l’esperienza di Lourdes sia aperta a tutti. Su catt.ch ogni giorno la cronaca del pellegrinaggio e tante foto.

Corinne Zaugg

La Grotta delle apparizioni mariane di Lourdes
18 Agosto 2019 | 06:00
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