Svizzera

Laurence Foret: la suora in Svizzera pioniera del cambiamento ecologico

Religiosa della chiesa cattolica romanda, suor Laurendce Foret ha avviato nel centro che dirige a Friborgo una svolta risolutiva verso il cambiamento ecologico. Solo una trasformazione profonda all’interno dei valori e delle relazioni legate all’ambiente possono secondo la religiosa rispondere all’attuale crisi ecologica.

«Ho sempre pensato che i grandi problemi ambientali, come la perdita della biodiversità, il crollo dell’ecosistema e il cambiamento climatico, potessero essere risolti dalla scienza in 30 anni. Ma mi sbagliavo. I problemi ambientali più gravi sono l’egoismo, l’avidità e l’indifferenza. Per affrontare tali questioni, abbiamo bisogno di una trasformazione spirituale e culturale che noi ricercatori non siamo capaci di mettere in atto».

La confessione è di Gus Speth, avvocato americano specializzato nelle questioni ambientali.

Suor Laurence Foret potrebbe non saperlo, ma quello che ha messo in atto è in linea con quanto rivelato dall’avvocato americano. Religiosa di origine francese, la teologa si spende per fare di Sant’Ursula, il centro che dirige dall’aprile del 2018 a Friborgo, un «eco-sito». Il suo obiettivo? Quello di creare un luogo di riferimento in materia di cambiamento ecologico, «a immagine di una Chiesa verde», precisa la religiosa. Tale definizione, creata nel 2017 per le Chiese cattolica, protestanti e ortodosse francesi, mira a incoraggiare la conversione ecologica. «L’intento di tale definizione – spiega la religiosa – vuole essere quello di legare l’aspetto concreto a quello della sensibilizzazione e della mobilizzazione«.

Così nel suo centro si sogna e si lavora in grande, tra una mostra su microinquinanti in acqua e la sostituzione di capsule di caffè con macchine per la macinazione del grano, la religiosa evoca anche un prossimo spettacolo ospitato dal Centro intitolato «The Anonymous Ecologists» che cerca soluzioni per uscire dal sistema economico che esaurisce il pianeta e si interroga sulla necessaria trasformazione dei nostri stili di vita.

Laudato sì

La religiosa, da ormai molto tempo preoccupata per la crisi climatica in atto, ha trovato un valido strumento di riflessione nella Laudato sì, l’enciclica di papa Francesco che affronta proprio queste tematiche:

«Sono convinta che tutto sia legato: quello che faccio ha un impatto sul mondo in cui viviamo, ma anche sulla sua dimensione sociale, come livello di relazioni tra ricchi e poveri, sfruttatori e sfruttati».

Per mettere in atto la Laudato sì suor Laurence e le sue sorelle ursuline stanno trasformando il Centro Sant’Ursula in un luogo mirato alla transizione ecologica. L’eco-spiritualità è un movimento all’interno del quale le consacrate si riconoscono perché chiama a un cambiamento profondo dell’essere umano per affrontare le sfide poste dal deterioramento del nostro pianeta. «È necessario comprendere l’ordine di conversione: prima dobbiamo mettere in atto un cambiamento del nostro sistema di valori e il nostro rapporto con la creazione – sottolinea la religiosa -, per poi cambiare le nostre abitudini e diminuire i nostri consumi».  

L’esperienza africana

Suor Laurence è stata anche testimone delle devastazioni naturali e climatiche ad opera dell’uomo. Ha infatti trascorso otto anni nella Repubblica democratica del Congo dove ha potuto vedere «la deforestazione e il chiaro cambiamento climatico caratterizzato da una stagione di piogge divenute molto più violente. Il Paese dispone di una immensa ricchezza di minerali, ma lo sfruttamento del terreno per l’estrazione di tali ricchezze provoca un inquinamento catastrofico dei fiumi e compromette gravemente la salute degli abitanti.

Arrivata in Svizzera, conosce una struttura istituita nel 2019 dalla ONG protestante Pain pour le Prochain (PPP) che intende contribuire al cambiamento personale e collettivo verso un mondo più giusto e rispettoso della natura. Motivata, la religiosa mette a disposizione le sue competenze per avviare alcuni laboratori sul cambiamento ecologico e spirituale.

Dal febbraio 2018, i partecipanti ai laboratori sperimentano un processo di cambiamento interiore, personale e comunitario. «L’obiettivo – spiega Suor Laurence, è quello di riflettere profondamente sulla nostra connessione con la creazione e la sua fonte divina, per ottenere una maggiore coerenza nei nostri comportamenti». La questione al centro è quella di incarnare nuove forme di azione, ovvero quelle dell’attivista militante: «È necessario riconoscere la creazione e accogliere la sua sofferenza per poi cambiare il nostro modo di vivere, avviando un comportamento che salvaguardi la casa comune», precisa la religiosa in riferimento alla Laudato sì.

Suor Laurence sta inoltre seguendo una serie di seminari intitolati «conversazione carbone», proposti da «Les artisans de la transition», un’associazione creata nel 2016 a Friburgo che intende esaminare tutti gli aspetti del consumo del carbone, dell’energia, dei viaggi, della mobilità, compresi cibo, acqua e rifiuti presso il centro Sant’Ursula. Questo studio «mi permette di pensare e fare passi concreti per ridurre le nostre emissioni di carbonio. Ad esempio, sto cambiando tutta l’illuminazione del centro con lampadine a LED e rilevatori di presenza».

Il Centro Sant’Ursula

Nato nel 1989 dalla collaborazione delle suore ursuline con le parrocchie cattoliche della Gran Friborgo, il centro è un luogo di quiete spirituale aperto a tutti. Offre tempo e spazio a coloro che desiderano dialogare, approfondire e vivere la loro fede.

Redazione/cath.ch/cp

Foto B. Hallet
27 Novembre 2019 | 13:53
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