Papa e Vaticano

La catechesi in streaming. Francesco connesso ai cuori dei fedeli continua la riflessione sulle Beatitudini

È stata la prima udienza generale della storia senza la presenza di fedeli quella tenuta questa mattina da papa Francesco nella Biblioteca del Palazzo apostolico in Vaticano. Per evitare assembramenti e rischi di diffusione del Covid-19 non è stata trasmessa nemmeno sui maxischermi in piazza San Pietro.

Insieme al Pontefice solo i sacerdoti che leggono le letture e i saluti nelle diverse lingue. Al centro della catechesi, diretta in streaming, ancora la meditazione sulle Beatitudini, la quarta in particolare: «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati» (Mt 5,6). Per spiegarla Bergoglio usa esempi tratti dalla vita quotidiana.

Ecco alcuni stralci della catechesi del Pontefice:

Abbiamo già incontrato la povertà nello spirito e il pianto; ora ci confrontiamo con un ulteriore tipo di debolezza, quella connessa con la fame e la sete. Fame e sete sono bisogni primari, riguardano la sopravvivenza.

Ma cosa significa avere fame e sete di giustizia? Non stiamo certo parlando di coloro che vogliono vendetta, anzi, nella beatitudine precedente abbiamo parlato di mitezza. Certamente le ingiustizie feriscono l’umanità; la società umana ha urgenza di equità, di verità e di giustizia sociale; ricordiamo che il male subito dalle donne e dagli uomini del mondo giunge fino al cuore di Dio Padre. Quale padre non soffrirebbe per il dolore dei suoi figli?

In ogni cuore, – continua Bergoglio- perfino nella persona più corrotta e lontana dal bene, è nascosto un anelito verso la luce, anche se si trova sotto macerie di inganni e di errori, ma c’è sempre la sete della verità e del bene, che è la sete di Dio. È lo Spirito Santo che suscita questa sete: è Lui l’acqua viva che ha plasmato la nostra polvere, è Lui il soffio creatore che le ha dato vita.

Per questo la Chiesa è mandata ad annunciare a tutti la Parola di Dio, impregnata di Spirito Santo. Perché il Vangelo di Gesù Cristo è la più grande giustizia che si possa offrire al cuore dell’umanità, che ne ha un bisogno vitale, anche se non se ne rende conto.

Bellissimo l’esempio che papa Francesco utilizza per spiegare questo concetto così profondo e «rivoluzionario»: è l’esempio di un uomo e una donna che quando…

... si sposano hanno l’intenzione di fare qualcosa di grande e bello, e se conservano viva questa sete troveranno sempre la strada per andare avanti, in mezzo ai problemi, con l’aiuto della Grazia. Anche i giovani hanno questa fame, e non la devono perdere! Bisogna proteggere e alimentare nel cuore dei bambini quel desiderio di amore, di tenerezza, di accoglienza che esprimono nei loro slanci sinceri e luminosi.

Il ricordo di coloro che soffrono per l’emergenza sanitaria e del popolo siriano

In questo momento, vorrei rivolgermi a tutti gli ammalati che hanno il virus e che soffrono la malattia, e ai tanti che soffrono incertezze sulle proprie malattie. Ringrazio di cuore il personale ospedaliero, i medici, le infermiere e gli infermieri, i volontari che in questo momento tanto difficile sono accanto alle persone che soffrono. Ringrazio tutti i cristiani, tutti gli uomini e le donne di buona volontà che pregano per questo momento, tutti uniti, qualsiasi sia la tradizione religiosa alla quale appartengono. Grazie di cuore per questo sforzo. Ma non vorrei che questo dolore, questa epidemia tanto forte ci faccia dimenticare i poveri siriani, che stanno soffrendo al limite della Grecia e la Turchia: un popolo sofferente da anni. Devono fuggire dalla guerra, dalla fame, dalle malattie. Non dimentichiamo i fratelli e le sorelle, tanti bambini, che stanno soffrendo lì.

Redazione

Papa Francesco. (Foto di archivio)
11 Marzo 2020 | 11:19
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