Diocesi

Capitolo di San Giovanni e San Vittore: quando la cura pastorale delle Valli era affidata a canonici e prevosti

Non sono in molti a sapere o ricordarsi che per molto tempo l’organizzazione ecclesiastica delle tredici Chiese di Mesolcina e Calanca è stata gestita attraverso il Capitolo di San Giovanni e San Vittore. Istituito nel 1219, ha riunito sotto due tetti (a San Vittore, sede principale, e a Mesocco) prevosti e canonici, ai quali è stata affidata la cura pastorale delle valli. Ecco perché a distanza di ottocento anni, il Consiglio Parrocchiale di San Vittore si è posto l’obiettivo di far ritrovare a questo importante periodo della storia del Moesano il giusto posto nella memoria collettiva.

L’attuale Consiglio parrocchiale di San Vittore: C.Gallo, A. Tini, M.Marcacci, Don Taddeo Golecki, F. Tamò.

«A questo scopo da domani e fino ad ottobre saranno proposti numerosi eventi fra mostre, celebrazioni, concerti, animazioni», ci riferisce don Taddeo Golecki, parroco di San Vittore.

Malgrado ormai il Capitolo non sia più attivo, ci fa notare, il suo spirito continua nella funzione del prevosto. «La nascita del Capitolo ha avuto una ragione precisa: il nobile Enrico II de Sacco ha voluto mettere mano all’assetto della valle attraverso un intervento dall’alto», ci spiega lo storico e archivista Paolo Ostinelli, che ha curato l’introduzione della ristampa del volume di Rinaldo Boldini nel quale è racchiusa tutta la storia del Capitolo. Alla base dell’istituzione ci sono dunque ragioni organizzative per una miglior cura delle anime, ma anche delle mire espansionistiche da parte del potere temporale. San Vittore ha assunto nel tempo una posizione di centralità, determinando la fisionomia della valle e anche il suo sviluppo politico, culturale ed economico. La storia del Capitolo è proseguita fra alti e bassi, per poi esaurirsi nella sempre maggior decentralizzazione, con i Comuni che ambivano a riappropriarsi dell’organizzazione ecclesiastica. Nel 1885 un decreto comunale sancì la fine del Capitolo, anche se è rimasto, a titolo onorario, nella funzione del prevosto di San Vittore. Fra i numerosi canonici attivi nelle valli spicca il prevosto Stoppani, inviato da san Carlo Borromeo, fra i pochi ad avere una formazione teologica, di cui in molti documenti si tessono le lodi. Non fu lo stesso per il suo predeccessore, allontanato dal Capitolo. Il documento originale di fondazione del Capitolo, conservato nell’archivio storico del Comune, verrà esposto al Museo Moesano di San Vittore,insieme alla preziosa collezione di Arte Sacra. La mostra, curata da Anastasia Gilardi, sarà inaugurata domani, domenica 14 aprile alle 14. Lo stesso giorno alle 15, presso la Collegiata di San Vittore, sarà presentata la ristampa del libro «Storia del Capitolo di San Giovanni e di San Vittore», curato dal ricercatore Rinaldo Boldini, scomparso nel 1987. Il prezioso volume, al momento quasi introvabile, è frutto di una minuziosa ricerca storiografica durata un decennio. La prefazione storica è di Paolo Ostinelli, mentre la biografia dell’autore è stata curata da Marco Marcacci.

Il programma dei festeggiamenti

Il 5 maggio presso la Collegiata di San Vittore il Vescovo Vito Huonder presiederà un Santa Messa Solenne. Due saranno le visite guidate con laboratorio pratico condotte dal restauratore Marco Somaini: in giugno alla Chiesa di San Clemente a Grono, in settembre presso la Chiesa di San Giorgio a Lostallo. Diversi anche i concerti: il 7 settembre presso la Chiesa di Santa Maria di Castello a Mesocco si esibiranno i Modulata Carmina, il 19 ottobre nella Collegiata di San Vittore sarà possibile ascoltare il gruppo More Antiquo. Programma su www.cpsanvittore.com.

Katia Guerra

13 Aprile 2019 | 11:54
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