Ticino

Bibbia, religioni e violenza: ciclo d'incontri a cura dell'Absi

Un ciclo di seminari online per riflettere sul rapporto tra religioni e violenza. È la proposta dell’Absi, l’Associazione biblica della Svizzera italiana, che a partire dal prossimo martedì 19 gennaio inaugura la seconda parte del percorso formativo ‘Bibbia-teologia-vita: questioni aperte’. Un progetto nato per ragionare in termini interdisciplinari su tematiche aperte e significativo di carattere storico e religioso: dopo il primo ciclo sul tema ‘Miracoli e racconti di miracoli’, che si è svolto nel mese di ottobre, tra gennaio e febbraio arriva l’appuntamento con altri quattro seminari.

‘Bibbia, religioni e violenza: pagine bibliche, riflessioni storico-religiose, prospettive contemporanee’: questo il titolo completo del percorso. A presentarlo è il professor Ernesto Borghi, presidente dell’Absi e coordinatore della formazione biblica nella Diocesi di Lugano. «L’argomento è di grande attualità», spiega Borghi, «e desideriamo affrontarlo secondo il metodo che contraddistingue le proposte dell’Absi a partire da tre punti cardinali: lo studio delle fonti, in questo caso alcuni testi della tradizione ebraico-cristiana e musulmana; la rilettura della storia; e lo sguardo critico all’attualità che stiamo vivendo».

Per quanto riguarda la struttura degli incontri, Borghi spiega: «Cominceremo con la riflessione della giudaista Elena Lea Bartolini De Angeli, che presenterà alcune pagine di violenza divina e umana nella Bibbia ebraica, il ‘Primo Testamento’ del cristianesimo. Proseguiremo con Angelo Reginato, biblista e pastore battista, che approfondirà il tema della violenza nel Nuovo Testamento. Il terzo incontro, con l’intervento del teologo e storico Franco Buzzi, servirà a inquadrare la violenza nella storia del cristianesimo, ad esempio riflettendo sul concetto di ‘guerra santa’ in età moderna e contemporanea. Infine nel quarto e ultimo incontro due esperte musulmane, la teologa Francesca Bocca Aldaqre e la dottoressa Imane Barmaki, ci aiuteranno a riflettere sulla violenza nel Corano e nell’Islam.

Che cosa ha spinto l’Absi ad affrontare questi argomenti? Riflette ancora Borghi: «Le implicazioni reciproche tra religione e violenza hanno una storia plurimillenaria, che va approfondita. Ma il tema è anche di forte attualità: troppe persone nel mondo muoiono ogni anno solo perché desiderano professare la propria fede, tra i cristiani e non solo». Ma non c’è solo la violenza cruenta, che arriva all’eliminazione fisica dell’avversario: «Assistiamo a una strumentalizzazione politica dei valori religiosi da parte di vari leader in diverse zone del mondo: anche questo è un fenomeno da osservare e comprendere. In questo senso l’intervista al professor Massimo Faggioli, pubblicata da catt.ch nei giorni scorsi, ha offerto per esempio spunti di riflessione sulle dinamiche di un certo fondamentalismo cattolico e protestante negli Stati Uniti d’America».

Il corso dell’Absi affronterà anche il rapporto tra violenza e Islam. Spiega Borghi: «Esistono due modi di leggere i testi religiosi: letteralistico o interpretativo, con varie sfumature tra i due estremi. Ora, se nella tradizione ebraico-cristiana a partire dall’Umanesimo si sono imposte sempre di più letture interpretative delle Scritture, nel mondo musulmano prevale ancora una lettura letteralistica del Corano. Si tratta di un punto dirimente, perché se non si riesce a uscire da questa prospettiva limitativa nella lettura dei testi sacri, i fondamentalismi di vario segno sono destinati a prevalere. E questo discorso può valere, con le differenze del caso, anche per certe letture bibliche in ambito giudaico o in ambito cristiano». Approfondire le fonti testuali, insieme a una lettura critica della storia e del presente, è una delle vie necessarie verso una coesistenza pacifica e rispettosa di tutte le fedi.

11 Gennaio 2021 | 15:55
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