Ticino

Anche in Ticino il 2 maggio gli ortodossi celebrano la Pasqua, la «Festa delle feste»

Domenica 2 maggio, quest’anno dunque quattro settimane dopo quella occidentale, è la Pasqua ortodossa, che le Chiese d’Oriente celebrano con la massima solennità, in quanto per l’ortodossia la Pasqua è la «festa delle feste», tanto da non essere neppure annoverata tra le dodici grandi celebrazioni del ciclo cristologico e da occupare un posto a parte, di assoluta centralità. A partire da sabato notte, dunque, i cristiani ortodossi si scambieranno il saluto «Christos anesti – alithos anesti” (in greco), «Christos voskrese – voistinu voskrese” (in russo), «Hristos a înviat – adevarat a înviat” (in romeno), cioè  «Cristo è risorto – è veramente risorto».

Da tempo le Chiese cristiane stanno discutendo per trovare il modo di celebrare tutte insieme la Pasqua a una data unica, per dare così una significativa testimonianza comune e tra coloro che si impegnano di più per risolvere una questione difficile e delicata figurano papa Francesco, il papa della Chiesa copta Tawadros II e l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby. Ma per capire a cosa è dovuta questa differenza bisogna ricordare che per stabilire la data della Pasqua viene seguita una regola elaborata nel lontano 325 dal Concilio di Nicea: Pasqua cade la domenica successiva alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera. Siccome le Chiese d’Occidente usano il calendario gregoriano (introdotto nel 1582 da papa Gregorio XIII) e quelle d’Oriente rimangono fedeli al calendario giuliano (promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C.), non sempre – anzi raramente – le due date coincidono. L’ultima volta fu nel 2017, la prossima sarà nel 2025. Una piccola curiosità: se nulla cambierà, non ci sarà più nessuna data comune tra il 2099 e il 2900, ossia per ben 801 anni!  Già molti anni fa, teologi e studiosi cattolici, ortodossi ed evangelici avevano formulato una proposta da presentare alle loro Chiese, quella di calcolare la data della Pasqua seguendo sì le norme del primo Concilio ecumenico di Nicea, ma di avvalersi dei metodi scientifici più precisi possibili e soprattutto di servirsi come base di calcolo del meridiano di Gerusalemme. Tuttavia, finora non se n’è fatto nulla, soprattutto a causa delle resistenze di alcune Chiese, in primis quella ortodossa russa.

Un piccolo, concreto e significativo passo avanti è stato comunque compiuto a partire dal 2013 nelle comunità cristiane della Terra Santa (ma non a Betlemme e Gerusalemme, dove dall’epoca ottomana vige un rigidissimo «status quo») e della Giordania: da quell’anno tutti celebrano il Natale in base al calendario gregoriano e la Pasqua seguendo quello giuliano.

Anche in Ticino sono diverse le comunità ortodosse e delle antiche Chiese orientali che si apprestano a celebrare la Pasqua questo fine settimana. Si tratta delle Chiese greco-ortodossa, russa, serba e della comunità ortodossa della Svizzera italiana. Le Chiese pre-calcedonesi presenti nel nostro Cantone sono invece quella siro-ortodossa, quella eritrea e quella copta.

Gino Driussi

1 Maggio 2021 | 06:20
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