Venti milioni a rischio fame in quattro Paesi: appello del Pam

30.06.2017 – Venti milioni di persone, in quattro Paesi, sono a rischio carestia, si tratta di: Yemen, Sud Sudan, Somalia e Nigeria. Il drammatico appello all’Unione europea e agli Stati Uniti, affinché intervengano con donazioni, è stato lanciato dal direttore del Programma Alimentare Mondiale, David Beasley, che ha chiesto un miliardo di dollari per salvare la vita di queste popolazioni.

Somalia: 3.2 milioni di persone necessitano di aiuti alimentari

24.06.2017 – Continua l’emergenza umanitaria in Somalia: sono 3,2 milioni le persone che hanno bisogno di aiuti alimentari; il tasso di malnutrizione generale nella regione è del 22%; quella acuta del 5%. «Il tasso di ammissione dei bambini con meno di cinque anni nei nostri programmi di nutrizione e salute è più che raddoppiato rispetto all’inizio dell’anno»«»: ha dichiarato Aurelie Fèrial, capo delle operazioni regionali di «Azione contro la Fame»«» dell’Africa orientale.

Fame causa di guerra? Pericolosi sono i prezzi...

27.02.2017 – Il mondo è sempre più percorso da migranti in fuga da povertà estrema e guerre, spesso correlate tra loro. La fame però non è necessariamente una causa sufficiente per scatenare un conflitto armato.

Francesco: l'umanità si faccia carico di chi ha fame / GdP

13.06.2016 – Così si è espresso Papa Francesco davanti ai dipendenti del Programma Alimentare Mondiale (PAM), riuniti nel cortile della sede di Roma.

La fame oggi, esito di guerre e speculazioni

02.06.2016 – La guerra in Siria sta causando un numero di vittime mai raggiunto nella storia recente delle crisi umanitarie. Fra costoro, vanno annoverati non solo morti e feriti. Non solo profughi e sfollati. Ma anche tutti coloro che patiscono le conseguenze di una violenza irrefrenabile e arrivano addirittura a patire la fame.

«Appello contro la fame e la povertà»

30.03.2016 – 30 organizzazioni della società civile svizzera esortano il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati a non risparmiare sulle spalle dei più poveri, e ad impiegare lo 0.7% del reddito nazionale lordo a favore della cooperazione allo sviluppo.

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