Migranti al lavoro nelle tendopoli

26.08.2016 – Difficile non notarli nella loro divisa arancio fluorescente. Pelle scura, guanti alle mani e cappellino in testa per proteggersi dal sole, canticchiano ritmate canzoni africane e accennano qualche passo di danza mentre lavorano. Vengono dalla Nigeria, dal Mali, dal Senegal, ma sono ormai talmente riconoscenti nei confronti del nostro Paese che li ha salvati da un barcone alla deriva, che ora si sentono parte della nostra nazione.

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