Ticino

Zwingli, un percorso accademico per conoscerlo meglio

Due figure dominano il tempo e la storia della riforma: Martin Lutero e Giovanni Calvino. Il primo è l’iniziatore, il padre di quel movimento cha ha marcato la storia del cristianesimo per tutta la seconda metà del XVI secolo, trovandosi all’origine di un evento che continua a interpellare la Chiesa. Il secondo, Giovanni Calvino, ha portato alle estreme conseguenze le intuizioni di Lutero, in qualche punto addirittura radicalizzandone. Affermare questo è senza dubbio un’eccessiva semplificazione, dovuta al mezzo che non permette maggiori approfondimenti; tuttavia dice una verità che interpreta gli eventi.

Il XVI secolo ha però conosciuto altre figure e testimoni della riforma, importanti soprattutto, ma non esclusivamente, al piano locale. Così è, in modo particolare per il protestantesimo svizzero dei cantoni tedeschi, la persona e la storia di Ulrich Zwingli: una figura che si identifica con la Riforma incentrata soprattutto a Zurigo (mentre Calvino dominava a Ginevra).

Qui, sempre semplificando, è possibile un confronto: la predicazione di Calvino e tutta la sua opera furono segnate dalla severità e dal rigore; Zwingli, senza attenuare le esigenze della fedeltà al vangelo, presenta un volto più «umano», forse si potrebbe dire più umanistico (è stato in relazione con Erasmo).

La vita del riformatore (1484-1531) è segnata anche da forti dispute, contro gli anabattisti e i luterani, dalle guerre tra cantoni protestanti e cattolici (morirà proprio in guerra il 10 ottobre 1531, a Kappel). Queste vicende ci ricordano un elemento importante per capire la storia del cristianesimo. I momenti di crisi, sono stati spesso marcati non soltanto da dispute dogmatiche, ma anche da vicende politiche e spesso la verità è stata accompagnata, o causata da dati politici, da elementi culturali e, nel passato, da guerre.

L’iniziativa di riforma lanciata da Martin Lutero è nata, e poi appoggiata, nel contesto di principi tedeschi. Lutero aveva delle motivazioni religiose, ma queste sono state portate e sostenute anche, pur non essendo determinanti, dai poteri della Germania del tempo. Cause e motivi di riforma, o se si preferisce di rinnovamento a partire dalla parola evangelica, erano molti. Ignoranza, soprattutto nel clero, immoralità diffusa negli ambienti clericali e conventuali non mancavano.

Ne abbiamo testimonianza, alcuni decenni dopo, nei documenti delle visite di San Carlo Borromeo nel ristretto territorio delle terre ticinesi. La pietà e prima ancora la fede dei cristiani andava riportata all’essenziale, alla purezza, e certo alle esigenze del vangelo. I decenni della riforma costituiscono un dramma per la coscienza cristiana. La comunità dei credenti doveva rinnovarsi (è sempre riformanda, se questo significa conversione sempre più piena al vangelo), ma questo non avrebbe dovuto avvenire nella lacerazione dell’unità. Oggi, ripensando a quella storia, nell’incontro e nella reciproca conoscenza, Chiese e comunità devono cercare l’unità attorno al Signore Gesù.

Azzolino Chiappini, rettore emerito della Facoltà di teologia di Lugano

Gli appuntamenti alla Facoltà di Teologia di Lugano

La settimana di corsi intensivi dedicati dalla Facoltà di Teologia di Lugano (via G. Buffi 13) a Zwingli, in occasione dei 500 anni della sua Riforma (1519-2019), inizierà con un culto ecumenico domenica alle 10 nella Basilica universitaria del S. Cuore. I corsi andranno dal 16 al 20 settembre, tenuti da relatori della FTL e internazionali. A conclusione, venerdì alle 9, S. Messa presieduta dal vescovo mons. Lazzeri in Basilica. Per ulteriori informazioni e per iscriversi: www.teologialugano.ch. Qui il programma completo.

Zurigo.
13 Settembre 2019 | 06:00
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