Papa e Vaticano

#SinodoAmazzonia: verso il documento finale: sul tavolo la questione femminile

Al Sinodo dedicato all’Amazzonia si lavora ora al documento finale, che sarà poi presentato in aula per la votazione. Dopo che il relatore generale e i segretari della commissione di redazione hanno preparato il progetto, questo è stato presentato in aula e poi vagliato dai circoli minori, che hanno poi presentato le loro proposte al segretario generale. Queste vengono prese in considerazione per il testo finale, che sarà poi presentato in aula per la votazione.

Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero della Comunicazione vaticana, nel consueto briefing quotidiano sui lavori del Sinodo Speciale sulla Regione Panamazzonica ha spiegato queste procedure. Don Giacomo Costa, segretario della Commissione per la Comunicazione, ha sottolineato che «il documento finale non è il fine del Sinodo, ma è un aiuto per trovare una strada comune«. Tutto sarà comunque vagliato da Papa Francesco.

Tra i temi in discussione: la partecipazione della donna alle decisioni nella Chiesa

Durante il briefing il vescovo Ricardo Centellas, presidente della Conferenza Episcopale Boliviana, ha voluto porre l’accento sulla «partecipazione della donna nella Chiesa», perché le donne sono la maggioranza ma la loro partecipazione alle decisioni della Chiesa è poco, e «se non cambiano le istituzione questo non si cambia». Centellas ha sottolineato che una «Chiesa sinodale è camminare insieme, e per questo c’è la partecipazione della donna». Ha anche sottolineato che «la visione di un uomo e di una donna non sono uguali».

Tra i partecipanti al briefing, Suor Rose Bertoldo, che si occupa di traffico di esseri umani. Il tema della tratta è nominato sette volte nell’instrumentum laboris del Sinodo, ed è, sottolinea suor Bertoldo, «un crimine molto visibile. Ci vuole un grande lavoro per dare visibilità a questi crimini».

Padre Zenildo Luiz Pereira da Silva, C.SS.R., ha posto l’accento sui percorsi di formazione dei sacerdoti, mentre il vescovo Gilberto Alfredo Vizcarra ha sottolineato di essersi preparato al Sinodo trascorrendo del tempo in un villaggio amazzonico, dove gli è stato spiegato che gli indigeni sono viventi nell’Amazzonia, e così «ha scoperto che l’Amazzonia è armonia di vita». Il vescovo aggiunge di aver pensato molto all’esperienza della prima Chiesa, e il «modo in cui la Chiesa dell’Amazzonia sta vivendo accompagnando questo popolo, è lo Spirito Santo che sta aiutando a vivere pienamente il loro essere cristiani».

Il Cardinale Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, si dice «sorpreso della chiamata di Papa Francesco», e ha sottolineato che dagli interventi dei vescovi si nota «la violenza sulla natura, che viene distrutta».

fonte: acistampa/red

23 Ottobre 2019 | 18:11
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Papa e Vaticano

Roma: una preghiera unanime per i 50 anni di sacerdozio del Papa

«Per Papa Francesco che il prossimo 13 dicembre celebra il cinquantesimo di ordinazione sacerdotale: il Signore che lo ha chiamato a essere amministratore dei Santi Misteri e vescovo di Roma lo guidi e lo sostenga con la grazia del suo Spirito e gli doni la consolazione che deriva dalla preghiera di tutta la Chiesa. Preghiamo». Questo il testo della preghiera dei fedeli che domenica 8 dicembre verrà recitata durante tutte le messe in tutte le chiese della diocesi di Roma, in occasione dei cinquant’anni di sacerdozio di Papa Francesco. Jorge Mario Bergoglio ricevette infatti l’ordinazione presbiterale il 13 dicembre 1969 con l’imposizione delle mani da parte dell’arcivescovo di Córdoba Ramón José Castellano. A diffondere l’intenzione di preghiera il cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che ha scritto una lettera in vista dell’importante anniversario. «Rendiamo grazie al Signore per questi 50 anni di ministero, di cui 27 di episcopato», esordisce il porporato. Quindi prosegue, rivolgendosi ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, alle religiose e ai fedeli della diocesi: «Abbiamo tutti nella mente e nel cuore l’immagine del 13 marzo 2013, quando presentandosi al mondo, il Papa ha chiesto per la prima volta di pregare per lui. Ricordiamo quel silenzio improvviso, mentre, guardando la nostra città, si chinava a ricevere la benedizione dal Cielo attraverso l’intercessione del popolo di Dio: un silenzio, un gesto, una preghiera unanime, forte, ›di famiglia'».