Ticino

Riscoperta a Milano una preghiera inedita di San Carlo. L'omonima Confraternita di Lugano la ripropone in questo tempo di pandemia

Giunge addirittura dalla Svezia la prima chiamata che la Confraternita di S. Carlo Borromeo riceve per richiedere che un cero sia acceso nell’omonima chiesa di Lugano, dove la Confraternita ha la sede. Il servizio, che permette di richiedere l’accensione in chiesa di una candela, è disponibile online al sito: www.sancarloborromeo.ch. «Volevamo essere vicino a quelle persone che, prima dell’emergenza, erano abituate a passare regolarmente dalla nostra chiesa per accendere un lumino a San Carlo, magari la domenica o in settimana, dopo aver fatto la spesa nel centro commerciale qui accanto», racconta il Priore della Confraternita Guido Baumann. Nasce così l’idea – in Svizzera già praticata al Ranft, luogo di pellegrinaggio e di preghiera a San Nicolao della Flüe, come abbiamo già raccontato – di attivare un servizio online, che permetta di richiedere l’accensione di una candela in chiesa. Ad occuparsi poi dell’effettiva accensione e anche di pregare per le intenzioni di chi ha chiamato, il sagrestano nonché vice-priore della Confraternita Mauro Martini. Mauro è una delle cinque persone che, inoltre, ogni mattina, a portoni spalancati, si ritrova nella chiesa, nel rispetto delle norme preventive vigenti, per la recita della coroncina della Divina Misericordia, il rosario e l’Angelus. Una vita che continua, insomma, quella della chiesetta di San Carlo, in via Nassa, non fosse che per il quadro del Saraceni, che resterà esposto fino alla fine di giugno. L’arrivo del dipinto intendeva celebrare i 400 anni dalla nascita della Confraternita e si inserisce in un più vasto quadro di festeggiamenti che oramai la pandemia ha interrotto. Tuttavia, è sembrato giusto al priore che il quadro rimanesse esposto, anche perché spostarlo ora, con la società quasi del tutto paralizzata dal virus, sarebbe un’impresa impraticabile.

Intanto, proprio per rimanere una «presenza», la Confraternita, che si è occupata nei giorni scorsi di distribuire anche la spesa agli anziani, sbarca su Facebook. Sulla sua pagina spunti di riflessione ripresi dal web, ma anche brevi pensieri del Priore: «Inizialmente ho cominciato con le email», racconta. «Inviavo delle riflessioni tratte e ispirate dalla vita stessa di San Carlo. Ai suoi tempi ha vissuto la terribile ondata di peste. La letteratura che spiega la particolarità di quel periodo e le cure prodigate da San Carlo è vastissima. Sappiamo che San Carlo allora si occupava personalmente di dimostrare vicinanza ai malati». San Carlo, dunque, come guida e mano amica, a cui i Luganesi ma non solo, sembrano ricorrere, in questo periodo difficile, con particolare intensità. Proprio per tenere viva questa devozione, una piccola «chicca» giunge direttamente da Milano: dietro un’effigie locale, è stata scoperta una preghiera vergata direttamente da San Carlo e finora sconosciuta. Il priore Guido Baumann, appresa la notizia, ha deciso di riprendere la preghiera e di farne alcuni «santini», che oggi possono essere raccolti da chi passa in chiesa:

Ciò che mi attira a Te, Signore,

sei Tu!

Tu solo, inchiodato sulla Croce,

con il corpo straziato tra agonie di morte.

E il Tuo amore

si è talmente impadronito del mio cuore

che, quand’anche non ci fosse il Paradiso,

io Ti amerei lo stesso.

Nulla hai da darmi,

per provocare il mio amore,

perché, quand’anche non sperassi ciò che spero,

pure Ti amerei come Ti amo.

Laura Quadri

25 Aprile 2020 | 14:42
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