Ticino

«Perché il sorriso del mondo non si spenga mai». La voce dei salesiani durante la pandemia

Tutto il mondo sta certamente attraversando uno dei periodi più bui, a livello globale, registrati negli ultimi anni. Covid-19 non ha lasciato indietro nessuno. Ogni giorni riceviamo notizie riguardanti le più grandi potenze mondiali. Ma cosa accade nel resto del mondo? La Fondazione Opera Don Bosco nel mondo (sede di Lugano) ha deciso di dar voce anche a chi è passato in secondo piano, pubblicando una serie di aggiornamenti sulla situazione vissuta in questo periodo grazie al costante aggiornamento fornito dalle Comunità Salesiane locali. E da Lugano viene diffusa questa sensibilità mondiale.

Eccoci quindi pronti per un viaggio che parte dalla Siria e che arriva all’Ecuador, passando per l’Etiopia, lo Sri Lanka, il Myanmar e altri Paesi che in questi giorni non hanno ricoperto posizioni di rigore a livello mediatico, ma che necessitano di innumerevoli aiuti per far fronte ad un’emergenza sanitaria che va ad affiancarsi a situazioni sociali, economiche e politiche già precarie.

SIRIA

In tutto il territorio ad oggi risultano dichiarati 48 casi di contagio da Covid-19 e 3 vittime (aggiornamento 18 maggio). I casi si ritiene possano essere di più e una pandemia diffusa sarebbe disastrosa: il Paese dopo 9 anni di guerra si trova munito di strutture sanitarie distrutte e una popolazione sfiancata e in gran parte sfollata.
In questa situazione complessa e potenzialmente esplosiva, i Salesiani di Damasco animano una parrocchia e un centro giovanile per fornire svago e supporto a tanti bambini e giovani provenienti da diverse parti della città, in particolare da Jaramana, quartiere povero a maggioranza cristiana.
I progetti per l’immediato futuro qui sono grandiosi: la Fondazione Opera Don Bosco nel mondo intende sostenere i Salesiani di Damasco nella costruzione di un nuovo centro proprio a Jaramana: un luogo dove poter costruire una parrocchia, un centro giovanile, una scuola professionale e un ambulatorio sociale. Il terreno c’è e il progetto è agli albori, l’augurio è quello di poter iniziare quanto prima la costruzione.

ETIOPIA

In Etiopia, la situazione legata all’emergenza Coronavirus presenta 352 casi di contagio e 5 decessi (aggiornamento 18 maggio).
Ad Addis Abeba, malgrado le misure restrittive, si vede tanta gente in giro senza le dovute protezioni (mascherine e guanti monouso). Nelle aree più povere della città, dove tante persone non hanno fissa dimora e un lavoro stabile è chiaro come la prevenzione sia molto difficile. I Salesiani di Bosco Children (struttura che ospita e si prende cura di circa 100 ragazzi di strada) hanno deciso di attivare una quarantena protettiva, così da tutelare questi giovani da eventuali contagi. L’emergenza richiede materiale sanitario per la prevenzione e la cura: mascherine, guanti monouso, disinfettanti, farmaci, etc. da poter utilizzare con i 100 ragazzi di strada già ospiti nel Centro e come risorsa in aiuto ai più poveri della zona.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

Nella Repubblica Democratica del Congo i dati ufficiali del Covid-19 parlano di 1.455 casi e 61 vittime (aggiornamento 18 maggio).
In questo paese, la Fondazione Opera Don Bosco nel mondo sostiene da tempo il Centro Don Bosco Muetu di Mbuji Mayi, qui oltre a dover affrontare l’emergenza Coronavirus e il ritorno di alcuni casi di Ebola, i Salesiani accolgono quotidianamente numerose madri sole che chiedono di poter affidare i propri figli neonati o piccolissimi per i quali non riescono a provvedere in termini di cura e alimentazione. In questo periodo di difficoltà le richieste sono aumentate, tanto che il Centro ha attivato un servizio di distribuzione settimanale di latte in polvere e di prime cure mediche a mamma e bambino, garantendo la possibilità di mantenere i più piccoli con la propria famiglia.

INDIA

A fronte di un andamento lento della diffusione del virus, in un Paese molto popolato come l’India i casi accertati di Coronavirus sono 96.169 e i decessi sono 3.029 (aggiornamento 18 maggio).
Il Paese si trova a dover affrontare la situazione specifica di una nazione in cui le condizioni igienico sanitarie sono piuttosto precarie, l’abitudine di lavarsi le mani e lo stesso accesso all’acqua poco radicati, il distanziamento sociale spesso impossibile, il tutto accostato ad un sistema sanitario estremamente fragile. In questa realtà sociale così vulnerabile, i Salesiani di Varadarajanpet, piccola cittadina situata nella regione del Tamil Nadu, sono ormai divenuti un punto di riferimento fondamentale per i ragazzi e i giovani dei villaggi circostanti. La maggior parte di essi appartiene alla casta dei Dalit, i cosiddetti «intoccabili», perché rappresentano la parte della società che esercita quelle professioni a contatto con la sporcizia (lavandaio, netturbino) o con la morte (macellaio, conciatore di pelli).

SRI LANKA

Nello Sri Lanka, la diffusione del virus conta 981 casi e 9 vittime (aggiornamento 18 maggio).
A Uswetakeiyawa, nella periferia estrema di Colombo, i Salesiani accolgono gli orfani della zona nel Centro Don Bosco Sevana come in una vera e propria famiglia. Qui i ragazzi studiano, si divertono e crescono in un’atmosfera molto positiva. Purtroppo l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha imposto la chiusura del Centro al fine di tutelare i bambini; al contrario, la curiosità dei ragazzi più grandi resta sempre aperta a tutte le proposte scolastiche e ricreative che la struttura offre loro, per questo l’impegno è costantemente attivo nel fornire attività che possano garantire una normalità quotidiana per questi giovani.

MYANMAR

Anche in Myanmar la situazione sta diventando difficile e sono stati rilevati i primi casi di Covid-19 con 187 contagiati e 6 decessi (aggiornamento 18 maggio).
Nelle grandi città, ma soprattutto nelle aree rurali, il sistema sanitario è del tutto carente e non ha i mezzi né per prevenire né per gestire la pandemia. Le suore Salesiane di Hlaing Thar Yar, area suburbana di Yangon, svolgono il proprio servizio di distribuzione di alimenti e protezioni alle famiglie più povere.

VENEZUELA

Il Venezuela, già in una crisi disastrosa, si è trovato a dover affrontare anche l’emergenza Covid-19. I dati ufficiali parlano di 541 contagiati e 10 vittime (aggiornamento 18 maggio), ma si ritiene che il dato non sia reale e i casi siano molti di più.
Il Colegio Salesiano di Caracas, in questa duplice situazione di necessità ha attivato un servizio di distribuzione bisettimanale di «combos»: pacchi alimentari per le famiglie degli studenti.

ECUADOR

I dati ufficiali registrano 33.182 contagi e 2.736 decessi (aggiornamento 18 maggio): il 70% dei pazienti affetti da coronavirus Covid-19 riguarda la capitale Guayaquil. Qui, molti bambini e giovani vivono già fin da piccoli completamente o parzialmente in strada e lavorano con un alto rischio per la loro persona. Il centro di prima accoglienza di Guayaquil gestito dai salesiani dell’Ecuador è una casa per i ragazzi di strada della città. Qui trovano accoglienza, sostegno, educazione e scolarizzazione e, in un periodo come questo, riparo e sicurezza.

Il pensiero della Fondazione Opera Don Bosco nel mondo in questo momento di pandemia è ben riassunto dalle parole di don Giordano Piccinotti, Presidente della Fondazione: «In questi giorni di emergenza, di fatica e di immobilità, non manca il tempo per pensare e guardare al futuro, al momento della ripresa, in cui tutto finalmente tornerà alla normalità. C’è un solo modo per far sì che questa speranza diventi realtà: FARLO INSIEME, un termine che abbiamo usato spesso e che caratterizza il nostro operare: da soli non possiamo fare nulla, insieme abbiamo fatto tanto e potremo ancora fare molto per molti!«.

19 Maggio 2020 | 17:38
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