L'incendio di Notre Dame
Commento
L'incendio di Notre Dame

Notre Dame è più di una chiesa: è un simbolo dello spirito d'Europa

16.04.2019, 06:35 / Cristina Vonzun

«Se l’Europa fosse da rifare comincerei dalla cultura, infatti si tratta non di coalizzare gli Stati, ma di unire gli uomini».   È stato un bene o un male iniziare l’unificazione dell’Europa a partire dall’economia? Era quello che si chiedeva lo statista francese Jean Monnet (1888-1979), che dell’unità economica fu il principale architetto, pochi giorni prima di morire. Ieri sera, per una coincidenza casuale, ero proprio intenta a leggere queste considerazioni di Monnet, quando ho appreso dell’incendio della Cattedrale di Parigi. La diretta TV, le notizie via reti sociali e siti, ci hanno fatto vedere le immagini dell’incendio, della folla in preghiera davanti alla Cattedrale, del lavoro straordinario e come sempre, in questo e in tanti altri casi eroico, dei pompieri. Abbiamo anche appreso dell’attenzione dei leader francesi, religiosi e civili come del mondo politico, da Nord a Sud. Il crescendo di partecipazione per il dramma che ha colpito una delle più antiche cattedrali d’Europa, patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco, simbolo della cultura francese ed europea,  vandalizzata durante la Rivoluzione francese ma risparmiata dalla II Guerra mondiale, luogo simbolico di passaggio della storia di Francia, c’è e c’è stato, compreso chi si è dato da fare lanciando  immediatamente collette per la ricostruzione.  La drammatica notte di ieri sera ha indubbiamente mostrato l’esistenza di un sentimento europeo che va oltre l’unione economica: il sentimento umano di appartenenza ad un patrimonio di valori spirituali e umanistici di cui questo monumento, che è  meta di pellegrinaggio cristiano, è ancora memoria viva. Esiste, quindi, sotto una montagna di accordi economici fatti e da rifare, di Brexit e non Brexit, uno spirito europeo a cui attingere per riconoscere un’unità di ogni donna e uomo in Europa che è culturale e non solo ed esclusivamente fondata sui pur necessari conti da far quadrare e su accordi economici tra Stati. Peccato però che ci vogliano delle tragedie per riaccendere certe scintille nell’animo umano.

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