Chiesa

Le donne possono cambiare il vivere di oggi?

Interessante e pure coinvolgente l’incontro di mercoledì sera alle Scuole Canavee di Mendrisio, centrato su un tema tanto attuale, che ha peraltro percorso i secoli e la storia. Una tematica presentata con un interrogativo capace di interpellarci: «Le donne possono cambiare il vivere di oggi?». Aprendo la serata, Daria Lepori, responsabile del segretariato di Sacrificio Quaresimale per la Svizzera Italiana, ha ricollegato la domanda al significativo motto, «Insieme con le donne impegnate nel mondo»«Insieme per un mondo migliore», scelto quest’anno per l’azione congiunta ed ecumenica di Sacrificio Quaresimale, Pane per tutti ed Essere solidali. Si tratta, come si legge nella documentazione distribuita, di focalizzarsi «sui diritti delle donne in quelle zone del mondo dove lo sfruttamento delle materie prime le svantaggia ulteriormente», sottolineando inoltre che in simili contesti «le donne agiscono da ammortizzatore sociale» e «difendono attivamente i diritti umani».
In questa prospettiva è stato dato spazio anche ad una pubblicazione, che presenta il ritratto di 50 donne seriamente impegnate in rapporto alla domanda posta a tema della stessa serata, ben animata da Lidia Maggi, pastora dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia. Nella sua relazione, ricca nei contenuti e dall’esposizione chiara, efficace ed incisiva, si è dapprima soffermata su alcune donne bibliche che, con coraggio e determinazione, hanno propiziato e introdotto nel patriarcato d’allora significativi cambiamenti. Una relazione peraltro illuminata da un batik proveniente dal Nicaragua, dove volti e colori hanno accompagnato il percorso della relatrice, partita dalla vicenda di Mosè, come leggiamo nel libro dell’Esodo. Sottratto alla dura legge egiziana che imponeva l’uccisione di ogni neonato ebreo, quel bambino, destinato peraltro ad un grandioso progetto nella storia del suo popolo, viene «salvato dalle acque» dalla madre, la sorella, la figlia stessa del Faraone con le sue ancelle, facendo subito cogliere significato e valenza dell’intervento determinato di queste donne.
Il secondo esempio riguardava cinque ragazze presentate nel libro dei Numeri. Sono Macla, Noa, Ogla, Milca e Tirza, figlie di un uomo della tribù di Manasse che, al momento dell’entrata del popolo nella Terra Promessa, aveva diritto, secondo le disposizioni vigenti, di ricevere una porzione di quella Terra. Un diritto riservato solo agli uomini e fra questi a coloro che nel deserto non avevano adorato il vitello d’oro. Ma quel padre era defunto e le cinque figlie non potevano ricevere quanto spettava al genitore. Hanno però il coraggio di presentarsi per rivendicare a loro favore il diritto del padre, ricevendo una positiva risposta. Quelle donne avevano introdotto un importante cambiamento nella Legge.
Significativo al riguardo anche il libro biblico di Rut. Narra la storia di una moabita, che peraltro sarà la bisnonna del futuro re Davide. Rimasta vedova, immigra nella terra di Israele, dove, grazie anche alla sua determinazione e al suo coraggio, va sposa a Boaz, un proprietario terriero, intessendo un forte legame con la suocera Noemi e quindi introducendo a sua volta un significativo cambiamento. Altamente suggestivi in questa prospettiva alcuni passaggi dei Salmi e il Cantico dei Cantici, che vede la donna quale protagonista e per la quale viene riservato il termine di «amica», non di sposa o di moglie, mettendola così fin da subito su un piano paritario con l’uomo amato. Né poteva mancare nel chiaro percorso della relatrice un soffermarsi sui Vangeli e in particolare sull’episodio, presentato da Matteo e Marco, di quella donna cananea, che chiede a Gesù la guarigione della figlia gravemente malata. Alle risposte di Gesù: «non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa di Israele» e «non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini», ha la forza di replicare che «i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Una risposta coraggiosa, peraltro messa sulla bocca di una straniera, che le merita la frase di Gesù, «donna grande è la tua fede», e la guarigione della figlia. Nello spazio riservato alle domande e nel quale è intervenuto il biblista Ernesto Borghi, responsabile dell’Associazione biblica della Svizzera Italiana e del coordinamento in Diocesi per la formazione biblica, è stata ulteriormente sottolineata l’azione coraggiosa e importante della donna ed è stato posto l’accento sulla sua emarginazione nella Chiesa. Pure sottolineati il negativo accenno di papa Francesco al clericalismo e la sua decisione di affidare ad una speciale commissione di studio l’introduzione nella Chiesa del diaconato alle donne.
Quale conclusione della positiva serata, nel corso della quale sono stati pure letti significativi passaggi del libro che raccoglie le testimonianze di 50 donne e la pastora Lidia Maggi ha presentato una sua incisiva ed esistenziale versione del Credo si potrebbe modificare la domanda iniziale, sostituendo il punto interrogativo con un esclamativo e ribadendo nel contempo il significativo ruolo delle donne, che con sapienza, coraggio e determinazione, come pure mettendosi in rete, possono portare importanti e
significativi cambiamenti a beneficio di tutti e del pieno rispetto dei diritti umani.

gb

15 Marzo 2019 | 06:15
absi (11), donne (69), maggi (1), sacrificio quaresimale (21)
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