Internazionale

La pazienza, virtù del vivere quotidiano

Sia nel tempo dell’isolamento per la pandemia, sia nel tempo della ripresa di relazioni e attività, è stata richiesta e continua ad essere richiesta a tutti noi una grande quantità di pazienza, a cui probabilmente non eravamo abituati. Il commento di Federico Lombardi.

Vivere così a lungo insieme in famiglia nello spazio limitato di un alloggio, senza poter ricorrere a evasioni o distensioni o incontri alternativi abituali, sentendo oltretutto la pressione della paura del contagio e delle preoccupazioni per il futuro, mette certamente alla prova l’equilibrio e la solidità delle nostre relazioni. E non è molto diverso nelle comunità, anche in quelle religiose, nonostante i tempi di preghiera e le regole consolidate di comportamento. Tensione, incertezza, nervosismo si sono fatti molto sentire anche nel caso dell’assenza di contagi effettivi.

Fra le molte virtù che in questo periodo sono diventate più preziose del solito c’è dunque pure quella della pazienza. E penso che continueremo ad averne bisogno perché, come sappiamo, sarebbe molto imprudente pensare che tutta questa storia sia già finita.

La pazienza è una virtù del quotidiano. Senza di essa i rapporti di coppia, di famiglia, di lavoro diventano prima o dopo sempre più tesi, segnati da urti o conflitti, alla fine forse addirittura invivibili. C’è da crescere in una scuola di accoglienza e accettazione vicendevole che anche se bella, ha pure i suoi aspetti logoranti. Ma il modo oggi comune di pensare non ci aiuta ad assumere questa fatica come prezzo di qualcosa di grande. Anzi, spesso alimenta l’insofferenza e la critica dei difetti e dei limiti degli altri e propone molto facilmente e rapidamente la rottura come l’unica soluzione dei problemi. Ma è giusto?

La prova della pandemia è certo causa di tribolazione per molte ragioni diverse, richiede carità paziente nei rapporti con gli altri a noi vicini, richiede pazienza nella malattia, richiede pazienza lungimirante nei modi di combattere il virus e di riprendere il cammino in solidarietà con la comunità ecclesiale e la comunità civile di cui facciamo parte. Sapremo superare il nervosismo, la stanchezza e la chiusura in noi stessi per rinfrancare i nostri cuori nella virtù provata e nella speranza? La Lettera agli Ebrei (c.12) ci invita a tener fisso lo sguardo su Gesù come esempio di pazienza e perseveranza nella prova. E Gesù, al termine del suo discorso sulle tribolazioni che i suoi discepoli dovranno attraversare, ma in cui non li abbandonerà, ci dice una parola preziosa per accompagnarci sempre, anche oggi: «Nella vostra pazienza guadagnerete le vostre vite!» (Lc 21,19).

Leggi il commento integrale su Vatican News

13 Maggio 2020 | 17:36
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