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La devozione e la tradizione si sono rinnovate il 29 luglio al santuario di Morbio Inferiore: cronaca e fotogallery

«Benvenuti a questa Messa che apre il giorno della festa», così il Vescovo Pier Giacomo Grampa ha salutato i molti fedeli presenti nel Santuario di Morbio alle ore tre, in piena notte e in fedeltà ad una preziosa tradizione. Sono passati 425 anni da quel 29 luglio 1594, quando sul colle di Morbio, dove anticamente sorgeva un castello, giunsero da Milano con le loro madri due fanciulle, Caterina e Angela, per chiedere la benedizione al vice-parroco, Don Gaspare dei Barberini, conosciuto nell’intera regione quale esorcista. Quel giorno però era assente, poiché sceso nella vicina Cernobbio per la festività di Santa Marta. Così quelle fanciulle, con le loro madri e alcune donne di Morbio, si inginocchiarono davanti all’affresco sopravvissuto alla distruzione del castello, perché protetto dai rovi e dalla folta vegetazione. L’affresco quattrocentesco di autore ignoto rappresenta Maria in atteggiamento materno mentre allatta il Bambino Gesù. Il suo sguardo serio e sereno rivela accoglienza, infonde fiducia e dona pace. Le due fanciulle ritrovarono il loro sorriso davanti a quell’icona.

La vita del Santuario di Santa Maria dei Miracoli germoglia da quell’evento, che i padri hanno tramandato e i documenti sigillato, come al processo canonico, promosso dal Vescovo di Como. La brava gente di allora decise ben presto di edificare il santuario, perché quell’evento rimanesse vivo nella memoria e nel cuore. Infatti, un anno dopo, nel luglio 1595, veniva benedetta la prima pietra della chiesa, che, terminata nel 1610, era consacrata nel 1613 dal Vescovo di Como, Filippo Archinti, la cui giurisdizione ecclesiastica si estendeva allora alle nostre terre.

In piena fedeltà alla sua tradizione il luminoso 29 luglio di Morbio è stato ancora una volta prezioso spazio di preghiera, ascolto e silenzio. La celebrazione dell’Eucaristia ha scandito le ore, mentre la notte s’affacciava sull’alba e sulla pienezza del giorno. Alle 10.30 l’Eucaristia era presieduta dal Vescovo Valerio Lazzeri. Con lui concelebravano diversi presbiteri. Salutando i molti fedeli presenti, Mons. Valerio ha sottolineato che «il ritrovarsi in questo Santuario significa vivere una preziosa esperienza di fiducia che fa crescere la nostra fede«. Nell’omelia, soffermandosi sull’evento miracoloso del luglio 1594 e sul messaggio della Sacra Effigie di Santa Maria dei Miracoli, e ricollegandosi alla figura evangelica di Santa Marta, ha sottolineato «la forte presenza del Signore che ci segue, ci accompagna e ci avvolge con il suo amore infinito lungo il nostro cammino». Il canto è stato proposto e guidato dalla Corale Santa Maria dei Miracoli, diretta dal maestro Franco Caccia. Prima della benedizione finale del Santuario Don Simone Bernasconi, animatore e responsabile delle attività non parrocchiali presso il Santuario, a nome anche dell’Arciprete Don Guido Pagnamenta, ha ringraziato il Vescovi Valerio e il Vescovo emerito Pier Giacomo, i Confratelli presbiteri, la Corale e quanti collaborano con dedizione e generosità perché questa «giornata sia splendida e fedele alla sua bella tradizione».

Il pellegrinaggio di devozione e di fede è proseguito per l’intero pomeriggio. Un continuo salire verso il Santuario, quasi immagine del nostro cammino nel tempo verso la pienezza della vita. Alla sera, presieduta dal Vescovo emerito Pier Giacomo, che già aveva guidato l’intensa novena di preparazione, ha avuto luogo la funzione mariana, seguita dalla processione eucaristica: cammino di sincera testimonianza lungo le strade del vecchio nucleo con i suggestivi quadri viventi riferiti ad eventi della vita di Maria. Una processione ritmata dalla preghiera, guidata dei bravi Confratelli e arricchita dalle note della locale Filarmonica. Tantissimi i fedeli partecipanti e presente pure un drappello di Guardie Svizzere Pontificie. Al termine, dopo la benedizione eucaristica sul sagrato del Santuario, la celebrazione dell’ultima Santa Messa, mentre ormai la notte era calata da tempo e il vento diveniva orizzonte di pace. Una giornata di luce, dalla notte alla notte, con il santuario su in alto, vigile e accogliente; presenza delicata, forte, luminosa e sublime nella nostra storia e nel nostro cuore.

Gianni Ballabio

Il santuario di Morbio Inferiore e l’effigie di Santa Maria dei Miracoli attorniata dai 15 Misteri del Rosario

Sopra alcuni momenti delle funzioni del mattino e sotto la rappresntazione dei quadri viventi


L’Annunciazione


La Visitazione


Il Miracolo di Morbio

La
La Nascita di Gesù


La presentazione di Gesù al Tempio


La Sacra Famiglia


L’incoronazione della Vergine Maria o Madonna degli Angeli 

30 Luglio 2019 | 17:20
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