Diocesi

I settant'anni della Casa Sorriso di Chiasso

Importante e festoso incontro quest’oggi a Chiasso, nel ricordo dei settant’anni di presenza delle Suore di Santa Maria di Leuca all’Asilo-nido, Casa Sorriso, della città di confine.

Questa Congregazione è sorta all’estremo lembo d’Italia, vicino al santuario di «Sancta Maria de finibus terrae», ubicato dove lo Ionio confluisce nell’Adriatico e chiamato familiarmente il Santuario della Madonna di Leuca.

La Congregazione, che prende il suo nome da questo luogo mariano, venne fondata dalla Serva di Dio Madre Elisa Martinez; fu riconosciuta di diritto diocesano nel 1941 e di diritto pontificio nel 1943.

Lungo gli anni la stessa ha esteso la sua presenza dall’Italia all’Europa (Svizzera, Francia, Spagna, Portogallo) e successivamente agli Stati Uniti, Canadà, India, Filippine.

Queste Suore sono particolarmente presenti in Ticino. Sono infatti attive nella citata Casa Sorriso di Chiasso, nella Casa Bambini San Marco di Bellinzona, presso l’ospedale di Cevio, la Ca’ Rezzonico di Lugano e il Centro Sacra Famiglia di Locarno. Per diversi anni una loro comunità è stata pure al servizio del Vescovo di Lugano e della Curia vescovile.

Una significativa presenza dovuta anche al prezioso interessamento del Cardinale ticinese Gilberto Agustoni, molto vicino a questa Congregazione, la cui Casa generalizia è a Roma. Nato il 26 luglio 1922 e ordinato sacerdote a Lugano il 20 aprile 1946, rimase per qualche anno al servizio della nostra Diocesi per poi trasferirsi a Roma, dove assumeva lungo gli anni compiti sempre più impegnativi nelle varie Congregazioni e nei diversi Uffici vaticani. Creato Cardinale nel Concistoro del 26 novembre 1994, veniva promosso all’impegnativo ufficio di prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. E’ deceduto a Roma il 13 gennaio del 2017.

Proprio un incontro a Chiasso nel 1946 della Madre fondatrice con Don Gilberto costituiva la premessa per la nascita della Casa Sorriso, aperta il 25 gennaio 1947. S’apriva la strada di una lunga e tanto preziosa missione, ben sottolineata nel momento ufficiale della giornata dai significativi interventi, tutti espressione di affetto, apprezzamento e riconoscenza, di Paolo Beltraminelli, direttore del Dipartimento Sanità e Socialità, di Bruno Arrigoni, sindaco di Chiasso, della Superiora generale della Congregazione, Suor Ilaria Nicolardi.

Una Casa, dal nome tanto significativo quale Sorriso, dove vengono accolti e seguiti, dall’alba al tramonto, bambini e bambine, dai neonati ai 4 anni, di Chiasso e della regione, con un’attenzione particolare a quelli che provengono da famiglie in difficoltà o dove entrambi i genitori devono necessariamente lavorare

Le Suore svolgono la loro missione con dedizione materna verso questi piccoli, che trovano sull’intero arco della giornata mamme premurose, vigilanti e ricche di affetto. Una missione compiuta quindi con la ricchezza e la soavità di un sorriso.

Un compito vissuto anche con la sapiente lettura dei tempi e delle diversificate esigenze. Ne sono testimonianza gli interventi succedutisi lungo gli anni all’intero complesso, dove abbondano pure verde e fiori, e dove i luoghi sono tutti strutturati per rendere a loro perfetto agio i piccoli ospiti, in un’atmosfera di vera serenità. Una sessantina i posti disponibili. Importanti gli interventi degli ultimi anni, con la progettazione dell’arch. Alberto Finzi. E’ stato pure ricavato un apposito spazio per mamme in difficoltà.

Un’opera altamente meritevole e valida a tanti livelli dentro il significativo orizzonte di un Sorriso.

Alla parte ufficiale è seguita la Santa Messa presieduta dal vescovo di Lugano, Mons. Valerio Lazzeri. Con lui hanno concelebrato il vescovo emerito Mons. Pier Giacomo Grampa, il vicario generale Mons. Nicola Zanini, l’arciprete di Chiasso Don Gianfranco Feliciani, il suo vicario Don Andrea Molteni e il parroco di Vacallo Don Simone Bernasconi. Durante l’omelia Mons. Lazzeri ha ben evidenziato significato e valore della presenza e del servizio di queste Suore, che assicurano affetto, protezione e sicurezza ai piccoli loro affidati, perché possano crescere in serenità e sviluppare le loro potenzialità.

Intervenendo alla fine della celebrazione l’Arciprete Don Feliciani ha pure espresso gratitudine e ammirazione, sottolineando i cambiamenti intervenuti in questi settant’anni, come in particolare il forte arrivo di religiose provenienti dalle Filippine e dell’India. Un cambiamento denso di significato, che costituisce per noi anche un interrogativo. Quale gesto di affetto ed augurale i ragazzi dell’oratorio hanno consegnato a Madre Gaetana, una suora della prima ora, un olivo: espressione di pace e di serenità, ma pure di prosperità e di una fioritura continua, intensa e serena.

17 Giugno 2018 | 11:00
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