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Coronavirus - AGGIORNAMENTO- Nuove disposizioni nell'ambito della diocesi di Lugano

La Curia di Lugano comunica nella serata di venerdì 6 marzo quanto segue: "Lo Stato maggiore di condotta cantonale, che stamani aveva concesso la sua autorizzazione alle celebrazioni liturgiche condizionandole agli elementi indicati nell’odierno scritto di mons. Lazzeri, riportato qui sotto (Prot. N. 296 / 2020), ha comunicato che le nuove disposizioni federali riducono a 150 il numero massimo di partecipanti a funzioni religiose. Tale misura entra in vigore immediatamente, riservate ulteriori comunicazioni da parte delle competenti autorità". (N.d.R. Nel testo sottostante abbiamo aggiornato il numero, che risulta quindi quello in vigore e corretto di massimo 150 partecipanti, mentre i numeri riportati allo stesso punto del testo pubblicato nell'inserto catholica uscito sabato 7 marzo, sono decaduti. L'inserto infatti è andato in stampa alle 12 di venerdì 6 marzo, quando vigeva sul numero massimo una diversa normativa). Il resto delle disposizioni invece rimane valido.

Lugano, 6 marzo 2020, ore 18

Carissimi,

Le indicazioni emanate lo scorso 4

marzo dalle competenti Autorità federali e cantonali allo scopo di contenere la

diffusione del coronavirus esigono da parte di tutti un responsabile impegno di

applicazione. Come Diocesi di Lugano, siamo chiamati a contribuire al

perseguimento del comune obiettivo di ridurre le occasioni di contagio. A questo

scopo, ho preventivamente preso contatto con le preposte Autorità cantonali

che, preso atto della mia richiesta, hanno autorizzato in maniera generale a

svolgere le celebrazioni pubbliche nei termini che seguono.

Una Quaresima particolare

L’itinerario quaresimale ci invita a riproporre i mezzi

tradizionali della lotta spirituale: preghiera, digiuno, carità. In

quest’ottica, siamo invitati a leggere anche le limitazioni che ci è chiesto di

porre alle manifestazioni pubbliche della nostra fede. Esse non vengono

annullate ma devono adeguarsi alle restrizioni che si impongono per il bene di

tutti, in particolare delle persone più fragili e vulnerabili.

Invito i credenti a intensificare la

preghiera per invocare la forza e la luce del Signore nella situazione

complessa che si è venuta a creare. I cristiani non scappano davanti alle

difficoltà della storia. Sanno che in ogni momento e in ogni circostanza è

possibile vivere intensamente e integralmente il vangelo di Gesù Cristo, con

intelligenza, nella libertà e per amore.

Norme diocesane in materia emanate il 25 febbraio 2020 (Prot. N. 195/2020)

Le disposizioni già emanate al riguardo (lavarsi bene le

mani, omissione del segno dello scambio di pace, ricezione della Santa

Comunione sulla mano e svuotamento delle acquasantiere) continuano a restare

valide. Siamo però ora chiamati a collaborare introducendo ulteriori e doverose

attenzioni.

Nuove disposizioni

Le norme delle Autorità civili federali e cantonali chiedono

espressamente che si valuti, con un onere ragionevole, la visione d’insieme dei

partecipanti e dei rischi di ogni manifestazione, garantendo una distanza

minima e la tracciabilità dei contatti.

Per quanto riguarda le celebrazioni, riducono a 150 il numero massimo di partecipanti a funzioni religiose. All’entrata dei luoghi di culto i fedeli dovranno essere informati attivamente sulle misure di protezione generali, rendendo visibili i flyer ufficiali dell’Ufficio federale della Sanità pubblica (UFSP).

______________________________________________________

Ai Presbiteri, ai Diaconi e ai Fedeli della Diocesi di Lugano

Partecipazione alle celebrazioni pubbliche

Chiedo inoltre nuovamente alle persone che presentano i

caratteristici sintomi influenzali di rinunciare alle assemblee liturgiche fino

alla completa guarigione. In ogni caso, si ritenga dispensato dal precetto

festivo chiunque, in un momento come questo, ritenga più sicuro per sé o per

gli altri non partecipare all’Eucaristia domenicale. Incoraggio a seguire le

celebrazioni trasmesse dai vari mezzi di comunicazione, a intensificare la

preghiera personale e in famiglia. Non si tratta di sostituire in questo modo

la partecipazione diretta all’Eucaristia, ma di mantenere vivo il desiderio

dell’incontro comunitario con il Signore.

Funerali, Cresime, feste patronali e ricorrenze particolari.

In questo contesto, per quanto riguarda i funerali,

occorrerà fare in modo di evitare i contatti diretti fra i partecipanti: si

escludano le condoglianze ai parenti tramite strette di mano e altri gesti di

contatto.

Vanno rimandate tutte le celebrazioni che

possono attirare più fedeli dell’ordinario, programmate fino al 31 marzo: cresime,

feste patronali, ricorrenze particolari. Del resto, la quaresima che stiamo

vivendo riduce già di per sé tali occasioni celebrative.

Disciplina, fiducia, responsabilità

Esorto inoltre tutti a seguire consapevolmente la disciplina

che ci viene imposta dalle necessità esterne della civile convivenza. Dobbiamo

sforzarci di passare da un comportamento fondamentalmente pensato in funzione

delle esigenze individuali a una vita che si lascia plasmare in maniera che

l’io tenga sempre conto del noi insieme agli altri.

Ridurre i contatti esterni non significa

automaticamente cedere all’individualismo e all’autosufficienza. Può diventare

l’occasione per misurare davvero quanto siano preziose e ci manchino le

consuete possibilità d’incontro, di scambio e di condivisione, che tendiamo a

dare per scontate. Ricordiamoci che lo Spirito di Cristo continua a farci

vivere come popolo, anche quando, per meglio proteggere noi stessi e gli altri,

siamo costretti a un certo isolamento esteriore. Rimaniamo perciò fiduciosi e uniti

nella preghiera, sostenendoci reciprocamente con ogni mezzo a nostra

disposizione.

Valerio Lazzeri

Vescovo di Lugano

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