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Cantalamessa: «Vincere l’egoismo, così si trasforma il mondo»

Per trasformare il mondo bisogna trasformare noi stessi. Parte da questo assunto padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, per la sua prima predica di Quaresima pronunciata in mattinata nella cappella Redemptoris Mater in Vaticano, dove tuttavia sono assenti il Papa e i collaboratori della Curia romana perché ad Ariccia per l’ultimo giorno di Esercizi spirituali . La riflessione del cappuccino – riportata in stralci da Vatican News – è incentrata sul tema «Rivestitevi del Signore Gesù Cristo» e si sviluppa intorno alle parole di San Paolo nella lettera ai Romani: «Non conformatevi alla mentalità di questo mondo».

 

L’Apostolo non dice «trasformatelo» ma appunto «trasformatevi», sottolinea il frate. Gesù stesso invita infatti i suoi discepoli a «essere nel mondo, ma non del mondo». Il rapporto tra il pensiero cristiano e il mondo – realtà, fondamentalmente buona, nonostante tutto, in quanto creata da Dio – è lungo secoli: con Paolo e Giovanni – ricorda Cantalamessa – il concetto di «mondo» si carica di una valenza morale riferendosi per lo più a come sia divenuto in seguito al peccato; poi l’ideale della fuga dal mondo dei primi secoli fino alla cosiddetta «teologia della secolarizzazione» che finisce nell’ideale di una fuga «verso» il mondo, cioè una mondanizzazione.

 

In realtà quale sia il vero «mondo» al quale non conformarsi lo spiega il Nuovo Testamento, evidenzia il predicatore della Casa pontificia: certamente non è «il mondo creato e amato da Dio, non gli uomini del mondo ai quali, anzi, dobbiamo andare sempre incontro, specialmente i poveri, gli ultimi, i sofferenti». Anzi, proprio il «mescolarsi» con questo mondo della sofferenza e dell’emarginazione è, paradossalmente, il miglior modo di «separarsi» dal mondo, perché è andare là, da dove il mondo rifugge con tutte le sue forze, è separarsi dal principio stesso che regge il mondo: «l’egoismo».

 

Il terreno di «scontro primario» fra il cristiano e il mondo è dunque «la fede», rimarca padre Cantalamessa che richiama le «conclusioni che tirano gli scienziati non credenti dall’osservazione dell’universo», in cui «Dio viene ridotto a un vago e soggettivo senso del mistero e Gesù Cristo non è neppure preso in considerazione». «L’adattamento allo spirito dei tempi è quando il mondo addormenta le persone succhiando le energie spirituali e iniettando una specie di liquido soporifero», sottolinea il frate

 

Il cristiano – prosegue – non deve quindi conformarsi al mondo non perché la materia sia cattiva o nemica dello spirito, come pensavano i platonici, ma perché «passa la scena di questo mondo». Basti pensare ai miti di 40 anni fa o a cosa resterà dei miti e delle celebrità di oggi. «Nudo uscii dal grembo di mia madre, e nudo vi ritornerò», dice Giobbe. E la stessa cosa, afferma padre Raniero Cantalamessa, succederà «ai miliardari di oggi con il loro denaro e ai potenti che oggi fanno tremare il mondo con il loro potere».

 

Di qui un monito a «digiunare dalle immagini del mondo», a cominciare da Internet. Un digiuno più salutare di quello in voga oggi volto a curare la linea. Se si rimane turbati da alcune immagini, allora – invita il predicatore cappuccino- guardiamo al Crocifisso o al Santissimo. E ricordiamo in questa Quaresima di «passare dal mondo per non passare con il mondo».

VaticanInsider

26 Febbraio 2018 | 12:00
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