Commento

Appello del patriarca Bartolomeo. Proteggere i bambini da ogni violenza

Proteggere i bambini da ogni tipo di violenza è sempre stato e sempre sarà uno dei punti essenziali del messaggio cristiano. Per questo ogni giorno, non un solo giorno dell’anno, deve essere un giorno dedicato ai bambini. È quanto con determinazione ha affermato il patriarca Bartolomeo nel corso di un incontro promosso dal World Council of Churches (Wcc) in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il leader spirituale ortodosso nei giorni scorsi è stato infatti l’oratore principale di un evento, svoltosi presso il centro ecumenico di Ginevra, che ha coinvolto anche il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef).

«È importante ricordare che i bambini non rappresentano solo il nostro futuro, essi sono in realtà il presente su cui si costruisce il futuro», ha detto Bartolomeo, che ha sempre dimostrato grande attenzione a questa problematica e già nel suo messaggio per il Natale 2016 aveva lanciato un vibrante appello a «rispettare l’identità e la sacralità dell’infanzia». E dichiarando il 2017 come «l’anno della protezione della sacralità dell’infanzia», aveva invitato i fedeli del patriarcato e tutte le persone di buona volontà a riconoscere e rispettare i diritti e l’integrità dei bambini.
Proprio a queste iniziative ha fatto esplicito riferimento il segretario generale del Wcc, Olav Fykse Tveit, che aprendo la manifestazione ha salutato Bartolomeo come il «patriarca dei bambini». «Siete conosciuto in tutto il mondo — ha detto il pastore luterano rivolgendosi al leader ortodosso — come il «patriarca verde». Nell’introduzione della sua enciclica Laudato si’, Papa Francesco vi presenta come un pioniere in questo campo urgente. Oggi la riconosciamo come un pioniere in un’altra emergenza: la responsabilità delle nostre Chiese nel proteggere e sostenere i bambini, nel difendere i loro diritti e nel prendersi cura del loro benessere».
Lo stretto legame tra tutela dell’ambiente e protezione dell’infanzia è stato sottolineato anche dallo stesso Bartolomeo che ha ricordato come «i bambini sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale». Infatti, ha aggiunto come esempio, «quando l’acqua scarseggia a causa della siccità, i bambini più poveri e le loro famiglie hanno maggiori probabilità di ricorrere a fonti d’acqua non sicure». A questo proposito il patriarca ha ricordato alcuni dati agghiaccianti. Si stima infatti che 500 milioni di bambini vivano in aree soggette a inondazioni, 160 milioni sono in aree di grave siccità e 115 milioni sono esposti a cicloni tropicali. Altre statistiche mostrano che ogni anno i rischi ambientali costano la vita a 1,7 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni. «Pertanto — ha affermato Bartolomeo — i cambiamenti climatici rappresentano una delle cause principali dell’immigrazione minorile e, a loro volta, rappresentano una seria minaccia per le loro vite».
Tuttavia, le insidie che riguardano l’infanzia oggi investono molti altri settori, a partire anche da un uso irresponsabile della rete e delle nuove tecnologie. «Gli impressionanti sviluppi raggiunti nei settori della tecnologia e della comunicazione — ha osservato — costituiscono una grave minaccia alla dignità dell’infanzia, con il computer e internet che dominano ogni aspetto della vita individuale e sociale. Alcune delle conseguenze di questo cambiamento includono la cosiddetta «scomparsa dell’infanzia» e una precoce introduzione all’età adulta». In questo senso, si riduce anche l’impatto che i genitori e le famiglie hanno nella formazione dei bambini. Ma, ha chiosato, «un dispositivo elettronico non può sostituire una babysitter, né può mai essere un buon padre, madre o insegnante». Questo come altri problemi derivano da una «resa della cultura alla tecnologia», e «sono intensificati dal dominio dell’economismo, dal «fondamentalismo del mercato» e dalla «deificazione del profitto» e soggiogano le anime dei bambini all’atteggiamento dell’»avere», oltre che al materialismo e all’utilitarismo. Nelle nostre società, i bambini vengono trasformati già in un’età molto precoce in consumatori. Sono costretti ad adottare uno stile di vita competitivo, a considerare i criteri economici come valori supremi e a identificare la felicità e la libertà con il possesso e con la soddisfazione dei loro bisogni sempre crescenti».
In questa prospettiva, Bartolomeo si è dichiarato molto soddisfatto della collaborazione instaurata con organismi internazionali come l’Unicef o a livello ecumenico con il Wcc e la Chiesa cattolica.
«È estremamente triste vedere che nel mondo di oggi i bambini vengono maltrattati o minacciati, a volte persino nelle nostre comunità ecclesiali. Proteggere i bambini da ogni tipo di violenza — ha affermato — è sempre stato e dovrebbe rimanere un messaggio essenziale del cristianesimo. Pertanto, i cristiani sono chiamati a proteggere i bambini sia nella società che nelle proprie comunità».
L’Osservatore Romano, 23-24 novembre 2018

24 Novembre 2018 | 06:20
Condividere questo articolo!