Internazionale

1 maggio, giorno di mobilitazione per la Chiesa in India

«Perché siamo fratelli e sorelle, perché possiamo trasformare la situazione attraverso la nostra presenza, preghiera e azione. Perché a noi importa». Con questo slogan l’arcidiocesi di Mumbai ha promosso un’iniziativa in favore delle donne e bambine vittime di violenza. Momenti di preghiera, incontri di sensibilizzazione, anche con l’ausilio di video, e la firma di un memorandum da consegnare al Governo: sono gli aspetti salienti di questa manifestazione, promossa in sei decanati della Chiesa locale.

Una violenza che colpisce anche le bambine

L’iniziativa cade in un momento particolarmente delicato in India: nelle ultime settimane, infatti, sono venuti alla luce casi di inaudita violenza. Mons. John Rodrigues, vescovo ausiliare di Bombay, ricorda, in particolare, «una bambina di otto anni nel villaggio di Rassana, nel Jammu; una ragazza di 17 anni a Unnao, nell’Uttar Pradesh; una ragazza di 11 anni a Surat, nel Gujarat». Giovani vite violate e spente per le quali l’arcidiocesi ha voluto mobilitarsi, «coinvolgendo anche persone di altre confessioni religiose». «Desideriamo – aggiunge il vescovo, ai microfoni di Vatican News – che le donne siano trattate con pari dignità, che tutti in India si sentano davvero fratelli e sorelle e che la bambine possano godersi la propria infanzia».

La Chiesa vicina alle vittime

«La violenza contro le donne e le bambine, di cui siamo testimoni in tutta l’India – prosegue il vescovo ausiliare di Bombay – sono deplorevoli. Persino i bambini non sono più al sicuro». Dinanzi a simili atrocità la Chiesa è così chiamata a «far sentire il proprio sostegno, la propria vicinanza alle vittime»: «bambini abusati, donne che hanno subito tremendi atti di violenza». «Nella fede e nella preghiera – conclude Mons. John Rodrigues – crediamo di poter avanzare nella costruzione di un Paese giusto e pacifico».

Barbara Castelli – VaticanNews

2 Maggio 2018 | 07:30
diritti (7), donne (69), india (49)
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