Rolando Leo

Diamo nuova vita ai migranti

di Don Rolando Leo

Cari lettori,

vi propongo una testimonianza. È scritta con un ragazzo di 18 anni sul volontariato migranti che abbiamo attivato con un gruppo di studenti liceali. Si sono poi aggiunti adulti, ex docenti in pensione ed anche qualche insegnante.

L’apertura del cuore affascina. Far spazio nel cuore per gli altri attira … è contagioso!

Durante la celebrazione eucaristica di apertura dell’anno pastorale, abbiamo ricordato e ringraziato tutti i volontari che si occupano di prestare un servizio nella nostra comunità.

In particolar modo si è dato spazio ad un servizio ancora a molti sconosciuto.

Ce ne parla il giovane coordinatore della proposta, Elias D’Andrea di Lodrino:

«Durante l’ora di religione, noi giovani ci siamo interrogati su come potevamo aiutare le persone che sono scappate dalla guerra e dalla povertà e desiderano ricostruirsi una vita nella nostra società.

Abbiamo constatato che potevamo offrire loro un servizio aiutandoli ad apprendere la nostra lingua e coinvolgendoli in incontri di scambio culturale e di fratellanza.

Sono stati molti i giovani e gli adulti che si sono lasciati entusiasmare da questo volontariato e hanno sperimentato una gioia nell’apertura verso il prossimo.

L’integrazione per queste persone non è un processo semplice, in quanto spesso sono lasciate sole.

Non stiamo vivendo qualcosa di molto diverso dal passato. Abbiamo già ospitato gente che scappava dalla guerra o dalla povertà in altre epoche storiche ed anche noi siamo stati emigranti. La differenza è che i migranti oggi hanno più difficoltà a crearsi una nuova vita: le persone sono chiuse nei loro interessi e non hanno il tempo di aiutare, lo stato esige che siano loro a integrarsi, molte ideologie ripudiano queste persone straniere, hanno poco spazio a disposizione. Ma noi cristiani non riconosciamo queste cose! Siamo contro questa chiusura e lo vogliamo dimostrare andando in contro a chi ha bisogno. Ci battiamo per la giustizia e per l’amore. Ci battiamo affinché nessuna vita vada sprecata, perché tutti ai nostri occhi sono importanti.

Alla luce di tutto ciò forse si capisce come mi sono lasciato affascinare molto anch’io, accettando di coordinare questo gruppo di volontari perché colgo la gioia del donarmi per la costruzione del Regno di Dio che possiamo sperimentare davvero nelle nostre vite già ora.» (Elias D’Andrea, 19 anni, Lodrino)

 

10 Ottobre 2016 | 10:11
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