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La visione nella politica e nell'economia


Il termine “visione” è spesso associato alla leadership, oppure riferito alle aziende o alla politica. In maniera generale potremmo dire che si tratti di una certa comprensione del presente che diventa incisiva per il futuro. Implica lungimiranza e una considerazione a lungo termine. Si fonda su una facoltà dell’uomo che sta alla base della conoscenza razionale e emotiva che è quella analogica.

L’analogia consiste nella capacità di associare il presente al passato e ad elementi arcaici dando origine a nuove connessioni. Questo argomento è stato molto trattato in teologia in quanto è sull’analogia che si basa la possibilità di conoscere “qualcosa” di Dio: “Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore” (Sap 13,5).

Oggi, alcuni affermati neuroscienziati riconoscono l’analogia come una “capacità di previsione” che va oltre il calcolo ed è specifica all’uomo. La visione è l’apice dell’analogia e avviene per ispirazione (dimensione spirituale) e/o per intuizione (dimensione umana).

La figura biblica per eccellenza che si avvale della visione è il profeta a cui spesso veniva associato il termine ebraico anaw, “povero”. La povertà del profeta è quella di colui che “sa di non sapere” e attende una rivelazione intesa non tanto come “un segreto svelato” e neppure come “un’apparizione”, ma piuttosto come l’accoglienza di una visione lungimirante perché “Senza la rivelazione il popolo diventa sfrenato” (Pr 29,18).

Guardando alla nostra società qualche volta l’impressione di un popolo “senza freni” condotto da guide incoscienti o ubriache.

Due sembrano essere le cause principali:

  • La mancanza di visione – “come pecore senza pastore” (Mc 6,34)
  • La mancanza di povertà che apre le porte ad una “visione” utilitaristica e irresponsabile che non rispetta né l’uomo, né il creato

Le conseguenze sono purtroppo sotto gli occhi di tutti: sfruttamento delle risorse, mancato rispetto dei diritti umani e della persona, tanta ricchezza in mano di pochi…

In ambito cristiano e laico ci sono però fermenti innovativi – come la visione dell’Economia di comunione o dell’Economia 0.0 – che aprono la strada a nuovi modelli di società. Credo che per non sprofondare in una visione pessimistica e priva di speranza, in qualsiasi ambito o situazione ci troviamo, occorre renderci attenti a ciò che lo Spirito suscita nelle varie realtà e in noi e che può essere motore di cambiamento. Occorre accogliere o entrare in una nuova visione.

Manuela Masone

Consacrata, attualmente è membro della Commissione di Pastorale Giovanile della Diocesi di Lugano. Lavora presso l’amministrazione pubblica nell’ambito del turismo e degli eventi. L’incontro con alcuni giovani cristiani all’età di 16 anni, le permette di scoprire Dio come Amore e quest’esperienza caratterizzerà la sua vita.

Dopo una formazione commerciale e qualche anno di esperienza lavorativa, a 20 anni lascia il Ticino per il Vallese dove inizierà un percorso in una nuova comunità nella quale maturerà la chiamata alla vita consacrata e si impegnerà nell’evangelizzazione e nell’accompagnamento vocazionale di giovani in Svizzera, Francia e Italia. In questi anni studia prima al Teresianum a Roma (teologia spirituale) e poi a Lugano, dove otterrà il bachelor in filosofia.

Il suo desiderio di vivere la consacrazione “fra la gente” la porterà riprendere la vita lavorativa e di impegno nella società e a orientarsi alla forma di vita consacrata dell’Ordo Virginum.

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