NOI E IL SISMA. Il terremoto drammaticamente ce lo ricorda: non siamo in Paradiso

30.08.2016 – Troppi pensieri, troppe filosofie, troppe idee politiche, troppe illusioni hanno preteso di cancellare questo dato di esperienza elementare: qui non siamo in un posto perfetto, non siamo del tutto a casa. Dire, come troppi fanno, che di fronte a queste tragedie non si sa cosa dire, significa consegnare queste tragedie alla insignificanza, a nessun acquisto di consapevolezza. L'uomo deve trovare le parole sempre, perché le parole sono il segno di un rapporto vivo e cosciente con la realtà. E anche quando si resta in silenzio, lo si fa perché il silenzio è una grande parola. Una parola speciale, che dice tutto il rispetto, la vicinanza. Una parola che ha la misura dell'abisso che contempla.

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