Mons. Valerio Lazzeri con mons. Oscar Cantoni.
Caritas Ticino
Mons. Valerio Lazzeri con mons. Oscar Cantoni.

Tra Como e Lugano un ponte fatto di storie, di uomini, di volontari... di carità fraterna

24.02.2019, 22:08 / guggiarisilvia

Domenica pomeriggio, nel centro della città di Como, nella splendida cornice della basilica di San Fedele, si è svolto l’incontro tanto atteso tra la diocesi comasca e quella ticinese. Dopo quello avvenuto esattamente un anno fa in forma privata tra vescovi e direttori Caritas, si è voluto segnare il cammino che queste due diocesi stanno compiendo con un passo significativo e concreto. Mons. Valerio Lazzeri, vescovo di Lugano, e mons. Oscar Cantoni, vescovo di Como, hanno aperto il pomeriggio elogiando il lavoro che le due Caritas portano avanti quotidianamente sui propri territori.

Ad intervenire sono stati poi i due direttori Caritas: “Oggi mettiamo un pezzo importante di quel ponte che stiamo costruendo”, ha detto Roberto Bernasconi, direttore della Caritas comasca. E pezzo di quel ponte – come ha ricordato Marco Fantoni, direttore Caritas Ticino – sono proprio “i volontari che ci trasmettono il valore della gratuità utile e necessaria per costruire una società migliore. Il confine – ha concluso Fantoni – deve essere un’opportunità e non qualcosa che divide”.

Da sinistra, Roberto Bernasconi e Marco Fantoni.

Un legame, quello tra Como e Lugano, ben fondato nel tempo, come ha spiegato lo storico mons. Saverio Xeres: le istituzioni hanno da sempre voluto dividere i due territori segnati da un confine che non doveva essere solamente politico; ma gli uomini hanno coltivato nei secoli la volontà di uno “scambio vitale”, fatto di persone che operavano e operano per la carità fraterna che da sempre non conosce e non ammette confini. Una “tesi” confermata e ribadita anche da Dante Balbo, responsabile del servizio sociale di Caritas Ticino, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza e il valore del volontariato, fatto di persone “mosse dalla gratuità”. Una risorsa, quella del volontariato, che conferma che “l’uomo vale di più del suo lavoro e che il bene dell’altro conviene anche a chi lo compie”.

È stata poi la volta di quattro volontari che regolarmente operano a servizio delle Caritas: delle testimonianze che hanno aperto lo sguardo sulle emergenze attuali al di qua e al di là del confine. Dai numerosi servizi attuati dall’oratorio di Chiasso, multietnici e a servizio della persona, come ha raccontato la volontaria Katia Colombo; all’emergenza migranti ancora attuale per la parrocchia di Rebbio (Como) in cui opera dal 2016 Georgia Borderi. Quello che colpisce, in queste due testimonianze, è la necessità e la volontà di creare un legame con le persone che chiedono aiuto.

La tavola rotonda si è conclusa infine con la testimonianza di Rossana Bernasconi, volontaria del centro Porta Aperta di Como, che con umiltà e grande dedizione aiuta le persone soccorrendole nei bisogni primari; e quella di Aldo Ragusa, volontario di Caritas Ticino che assiste persone con gravi problemi di indebitamento.

Tante testimonianze che raccontano della voglia e del desiderio di fare del bene al prossimo, chiunque esso sia. Uno dei momenti più toccanti del pomeriggio comasco è stato sicuramente quello dedicato a Omaru Kamara, giovane liberiano con la passione per la scrittura, scappato dal suo Paese proprio per realizzare il sogno di diventare uno scrittore. E dopo aver ascoltato il toccante racconto sull’accoglienza viene spontaneo pregare che il suo sogno possa un giorno realizzarsi.

La giornata di incontro si è poi conclusa con la messa solenne nella Cattedrale di Como, presieduta dal nostro vescovo: “Questo nostro incontro tra due diocesi, – ha detto mons. Lazzeri nella omelia – separate territorialmente da un confine nazionale, ma intimamente concordi nella fatica di rispondere evangelicamente alle grandi sfide del nostro tempo, serva a intensificare in noi e tra noi la circolazione di questa linfa vitale, sia fermento di servizio gratuito di chi è più fragile e vulnerabile, di perseveranza nel leggere insieme la realtà del nostro tempo. Ci rafforzi nella determinazione a fare insieme segno, in maniera chiara e convincente, a Colui che ha voluto essere, anche di questo nostro tempo, il Signore e il Salvatore”.

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