Commento

Siria, bombe «umanitarie»?

Fa male costatare che politici potenti e alti funzionari possano distorcere in questa maniera il concetto di «intervento umanitario  per giustificare un atto unicamente determinato dal desiderio di vendetta che porta altra distruzione. In questi giorni ho sentito il bisogno di mettermi in contatto con alcuni miei amici che ancora vivono in Siria: cristiani e musulmani.

Tutti stanno vivendo una situazione drammatica, già ben oltre il limite di umana sopportazione. Mi hanno raccontato situazioni, momenti, fatti che il mondo non può più far finta di non vedere. La popolazione civile vive nella costante e concreta paura  di perdere la propria vita, o quella di un proprio caro. Tutti sono terrorizzati da estremisti di ogni sorta, dalla violenza della dittatura e -questo mi ha fatto davvero male- anche da quell’Occidente che noi riteniamo portatore di valori come libertà, giustizia e umanità.

Da diverse generazioni ormai, i bambini che nascono in Medio Oriente vivono immersi in un clima di violenza e paura, mentre gli adolescenti sono cresciuti in una logica di vendetta e di odio. Il tutto in un circolo vizioso che noi non facciamo che alimentare, gettando benzina sul fuoco, giungendo al punto, ora, di travestire la nostra violenza , definendola «gesto umanitario».

Cosa possiamo fare di fronte a questo nuovo abominio, che non esito a definire una perversione? E’ questa la domande che come cristiani dobbiamo oggi, con grande e grave urgenza, porci. In mezzo a questa guerra assurda e di questa violenza senza fine -mi hanno raccontato i miei amici cristiani in Siria- avvengono anche episodio di grande coraggio e vera umanità, in cui il Vangelo che li abita, si manifesta.

Noi di  «Aiuto alla Chiesa che Soffre» perseveriamo nel nostro impegno a sostegno dei cristiani siriani, per aiutarli a restare, nonostante tutto, uomini. Vogliamo continuare a stare loro accanto, incoraggiandoli a diffondere intorno a loro questa umanità, che si riversa su tutte le vittime della guerra.

E’ nostro impegno e nostra speranza sostenere la pace in Siria e anche in altre regioni del mondo. Grazie di credere con noi, mettendo in moto, questa volta sì, una vera azione umanitaria!

Aiuto alla Chiesa che soffre

17 Aprile 2018 | 15:32
RobertoSimona (1), siria (200)
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