Internazionale

Lourdes: borseggiatori in aumento

I borseggiatori attorno al santuario di Lourdes sono più che duplicati dall’inizio del 2019. Un problema che le autorità del santuario mariano e la municipalità prendono sul serio.

Lo scorso 7 ottobre, quattro giovani donne originarie della Bosnia sono state sanzionate con tre mesi di prigione per furto di gruppo, ha riferito l’agenzia stampa AFP il 24 ottobre. Un verdetto giudicato come severo considerato il fatto che le persone condannate non avevano precedenti.

Questo sforzo di dissuasione è una delle componenti della lotta ai borseggiatori, che si sono moltiplicati da qualche mese nel settore del santuario di Lourdes. «Quest’anno c’è stato un’esplosione statistica», indica Pierre Aurignac, procuratore di Tarbes, vicino a Lourdes. «Non si tratta del problema dei mendicanti che abbiamo già conosciuto a Lourdes. Qui abbiamo a che fare con persone che commettono delle infrazioni», assicura.

Mancata vigilanza dei pellegrini?
Questi furti, principalmente commessi da bande organizzate, sono più che raddoppiati recentemente, passando dai 117 fra gennaio e settembre 2018, ai 274 dei primi 9 mesi del 2019. La maggior parte degli episodi hanno avuto luogo nel centro città e nelle vie commerciali situate nei pressi del santuario. Un trentina di fatti sono stati rilevati dall’inizio del 2019 all’interno del santuario. Un numero cinque volte superiore allo stesso periodo del 2018.

Se le autorità non forniscono spiegazioni precise su questo aumento, annotano però una mancanza di vigilanza da parte di alcuni pellegrini. «Siamo di fronte a una delinquenza stagionale perché Lourdes è una città turistica, conosciuta mondialmente», sottolinea Philippe Subercaze, addetto alla sicurezza del municipio di Lourdes. «E molte persone pensano che, una volta giunte a Lourdes, non possa succedere niente, con forse i borselli più aperti di quanto non lo sarebbero a Parigi».

Il santuario ha istallato, dal 2018, di un sistema di videosorveglianza per scoraggiare ulteriormente i ladri. «Noi prendiamo questo problema molto sul serio e collaboriamo pienamente con la polizia. È una seccatura che non vogliamo far vivere ai pellegrini», assicurano i responsabili del luogo sacro.

(cath.ch)

29 Ottobre 2019 | 11:25
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