Papa e Vaticano

Le preghiere del Papa per il 2021. Intervista a padre Fornos

di Nicola Gori

Riconoscere Cristo in ogni fratello e trasformare la condizione fisica, morale e spirituale in cui è immerso in motivo di preghiera: è questa l’ispirazione che anima l’apostolato della Rete mondiale di preghiera, alla quale Papa Francesco ha affidato come ogni anno le sue intenzioni per il 2021. Ne abbiamo parlato con il direttore internazionale, il gesuita Frédéric Fornos, che ha illustrato all’«Osservatore Romano» le motivazioni e i contenuti dei temi scelti quest’anno.

R. – Quando il 28 giugno 2019 abbiamo celebrato i 175 anni dell’Apostolato della preghiera, oggi Rete mondiale di preghiera del Papa, il Santo Padre ha confermato il fondamento della nostra missione: «Si tratta di una missione di compassione per il mondo, potremmo dire un «cammino del cuore», cioè un itinerario orante che trasforma la vita delle persone». Le intenzioni di preghiera del Papa nascono da questa compassione per il mondo, e quindi esprimono sfide dell’umanità e della missione della Chiesa. Quando Francesco ci affida le sue intenzioni di preghiera, ci aiuta ad avvicinarci al cuore di Cristo, a contemplare il mondo con i suoi occhi: «Il cuore di Cristo è talmente grande che desidera accoglierci tutti nella rivoluzione della tenerezza. La vicinanza al cuore del Signore sollecita il nostro cuore ad avvicinarsi con amore al fratello, e aiuta a entrare in questa compassione per il mondo». È da questa fonte che nasce la fraternità umana, su cui Papa Francesco insiste tanto. E anche il punto di partenza delle intenzioni del Papa nel 2021: «La grazia di vivere in piena fratellanza con i fratelli e le sorelle di altre religioni». Questo ci ricorda il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato dal Santo Padre e dal Grande iman di al-Azhar. Più che mai c’è urgenza, basta guardare il nostro mondo. Come dice il Papa: «Non c’è alternativa: o costruiremo insieme l’avvenire o non ci sarà futuro. Le religioni, in particolare, non possono rinunciare al compito urgente di costruire ponti fra i popoli e le culture». Questa urgenza della fratellanza non è una novità, ma è una chiave di lettura delle intenzioni di preghiera del Papa. Non credo sia un caso che le intenzioni per il 2021 comincino così. La fratellanza, che rispetta e valorizza la diversità, è lo stile del regno di Dio.

Vi sono particolari priorità?

R. – Ci sono sfide dell’umanità che non erano mai apparse nelle intenzioni di preghiera del Papa, ma la priorità è di riconoscere, con l’aiuto di queste intenzioni di preghiera, Cristo in ogni fratello. Il Signore ci offre un cammino per «vederlo»: ogni fratello è «il permanente prolungamento dell’Incarnazione per ognuno di noi», come si legge nella Evangelii gaudium al numero 179. La fratellanza è il protocollo del giudizio finale, ci fa considerare l’altro come un fratello: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». Chi sono questi altri? Le donne vittime di violenza, «perché vengano protette dalla società e le loro sofferenze siano prese in considerazione e ascoltate». Le persone che soffrono di depressione o di burn-out, malattia del nostro tempo, perché trovino da tutti sostegno. Coloro che rischiano la vita lottando per i diritti fondamentali nelle dittature, nei regimi autoritari e persino nelle democrazie in crisi. L’evangelizzazione è sempre una priorità. Siamo inviati, al servizio della missione di compassione di Cristo, alle periferie dell’esistenza umana, dove uomini e donne soffrono l’ingiustizia, per contribuire a sostenere e guarire quelli che hanno il cuore spezzato. Siamo invitati a guardare l’umanità come Lui e ad agire con i sentimenti del cuore di Gesù. Per questo le intenzioni di preghiera per il 2021 insistono ancora una volta sull’importanza di essere disponibili alla missione, come discepoli-missionari, attraverso «una testimonianza di vita che abbia il sapore del Vangelo». Sottolineano l’importanza di vivere con una rinnovata profondità i sacramenti «per gustare l’infinita misericordia di Dio». La famiglia sta attraversando una profonda crisi culturale, quindi penso all’intenzione di preghiera del Papa che sottolinea la bellezza del matrimonio e auspica per i giovani che si stanno preparando al sacramento «il sostegno di una comunità cristiana». O ancora, l’importanza dei catechisti nell’annunzio della Parola di Dio «affinché ne siano testimoni con coraggio e creatività nella forza dello Spirito Santo».

Trovano spazio anche temi come la tutela del creato, la vita e la dignità umana?

R. – Ci sono soprattutto temi in cui noi cattolici siamo meno coinvolti. Il rispetto della vita umana dall’inizio alla fine è essenziale, è una sfida dell’umanità su cui noi cattolici siamo molto mobilitati. È anche intimamente legata alla difesa di ogni diritto umano, poiché ogni essere umano è sacro. Questo non significa che non dobbiamo pregare per queste sfide, ma penso che il Papa pone nella nostra preghiera situazioni e persone che tante volte dimentichiamo. Ci sono così tante sfide per la missione della Chiesa! Oltre alle tematiche di cui ho già parlato, chiede che «nelle situazioni sociali, economiche e politiche conflittuali, siamo coraggiosi e appassionati artefici del dialogo e dell’amicizia». Il Papa ha parlato altre volte sull’importanza di costruire l’amicizia sociale con tutti, anche con chi la pensa diversamente. Nel tempo che viviamo, con tante tensioni e confronti, bisogna recuperare l’amicizia sociale. Nell’ambito di queste sfide sociali, che provocano sofferenza in tante persone, il Papa chiede ancora una volta che «i responsabili della finanza collaborino con i governi per regolamentare la sfera finanziaria e proteggere i cittadini dai suoi pericoli». Questo ci ricorda il suo grido nell’enciclica Laudato si’: «i poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignorare ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente». Per questo ci invita anche a pregare affinché «tutti facciamo scelte coraggiose per uno stile di vita sobrio ed ecosostenibile, rallegrandoci per i giovani che vi si impegnano risolutamente». Sono parole forti che non possono lasciarci indifferenti. Per questo Francesco ci chiede di pregare, perché non possiamo cambiare la vita unicamente con la nostra volontà. Se contiamo solo sulle nostre forze, il rischio è di lasciarci trascinare dallo stile del mondo. La preghiera è un modo per aprire il nostro cuore al Signore, affinché Egli possa agire in noi e trasformarci, perché abbiamo bisogno della sua forza per cambiare e vivere secondo lo stile del regno di Dio.

Come sono nate le intenzioni per il 2021?

R. – Le intenzioni di preghiera sono un lungo processo di discernimento, con suggerimenti inviati da tutte le équipe della Rete mondiale di preghiera del Papa sparse nel mondo, così come dal nostro il Movimento eucaristico giovanile. Ci sono anche decine di suggerimenti ricevuti da diversi dicasteri e congregazioni e da altri servizi della Santa Sede. Vengono presi in considerazione i vari temi ricevuti e con un gruppo di una ventina di persone provenienti da diversi Paesi e continenti, in preghiera, viene fatta una selezione di quelli con il maggior peso. C’è anche una votazione sui temi da presentare al Santo Padre. Questo materiale è quindi un aiuto al discernimento della preghiera di Papa Francesco. Di solito due mesi dopo, a seguito di un incontro con il direttore internazionale, Francesco invia le sue intenzioni di preghiera ufficiali.

Avete fatto delle scelte particolari? Cosa vi ha guidato?

R. – Da parte nostra, si tratta di sfide dell’umanità e della missione della Chiesa che provengono il più delle volte da varie parti del mondo, ma anche di quelle che trovano maggiore eco nella nostra preghiera personale e nel discernimento comunitario. L’importante è che non sia solo il risultato di una riflessione, ma che possiamo davvero accoglierlo nella preghiera. Questa prima documentazione aiuta il Papa nel suo discernimento. La sua visione universale della missione della Chiesa nel mondo, il suo ascolto di tante persone e istituzioni, lo aiutano anche nella sua preghiera. Penso che la bussola, ciò che guida in questo discernimento, sia contemplare il mondo con gli occhi del Signore, riconoscere le intenzioni del cuore di Cristo, dove Egli chiama oggi la sua Chiesa. È una grazia. Ecco perché le chiavi della fratellanza umana e della compassione sono così importanti. Non ho dubbi che le intenzioni di preghiera del Papa, che è un uomo di preghiera, siano in sintonia con il cuore del Signore. Possiamo sottolineare un’intenzione significativa di preghiera sulla Chiesa, affinché «riceva dallo Spirito Santo la grazia e la forza di riformarsi alla luce del Vangelo». Sappiamo che solo lo Spirito può aiutarci in questo processo di conversione.

Vi sono progetti in corso per quanto riguarda la Rete di preghiera?

R. – Siamo nella terza fase di ricreazione di quest’opera pontificia, nella fase più profonda e importante, poiché tocca il fondamento spirituale della nostra missione: «Il cammino del cuore». Questo percorso spirituale, presentato pedagogicamente in 9 tappe, aiuta a entrare in una missione di compassione per il mondo, disponendo la nostra stessa vita alle sfide dell’umanità e della missione della Chiesa. A maggio lanceremo ufficialmente tutto il materiale pedagogico, che alla luce dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium ci fa vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare. Senza questa dimensione concreta, la nostra preghiera è vuota.

14 Febbraio 2020 | 13:34
2020 (4), preghiera (178)
Condividere questo articolo!