Svizzera

La Messa cattolica nella cattedrale riformata di Ginevra rinviata al 30 maggio

In ragione della propagazione, anche in Svizzera del Coronavirus e in seguito alle decisioni del Consiglio federale che proibiscono le manifestazioni di più di 1000 persone, la Messa nella cattedrale riformata di S. Pierre a Ginevra, inizialmente programmata in data odierna, sabato 29 febbraio, è stata rimandata al 30 maggio. Lo annuncia la Chiesa cattolica ginevrina in un comunicato.

La decisione è stata presa di comune accorso con i pastori della Cattedrale, il consiglio parrocchiale della parrocchia di S. Pierre, il presidente della chiesa protestante ginevrina (EPG) e il vicario episcopale della Chiesa cattolica a Ginevra.

La nuova data scelta, quella del 30 maggio, non è casuale: si tratta del primo sabato di Pentecoste. «Un giorno estremamente simbolico per vivere un evento simile, che richiama al soffio dello Spirito Santo e a ciò che ci suggerisce di fare», sottolinea il vicario episcopale, mons. Pascal Desthieux.

Le disposizioni del Consiglio federale

Il Consiglio federale svizzero, riunitosi lo scorso 28 febbraio per una seduta straordinaria, ha definito, in ragione della grave epidemia, la situazione svizzera «particolare», ai sensi della legge sull’epidemia e di proibire pertanto qualsiasi manifestazione con oltre 1000 partecipanti. Spetta ai singoli Cantoni far rispettare le disposizioni. Anche per manifestazioni con meno di 1000 persone, sptterà i rispettivi organizzatori, in collaborazione con l’autorità cantonale competente, valutare i rischi e determinare se la manifestazione debba effettivamente avere luogo o meno.

Il Consiglio federale è cosciente delle difficoltà sollevate dalla decisione, ma sottolinea che essa permetterà una protezione efficace della popolazione.

Il significato di una Santa Messa cattolica nella cattedrale protestante di S. Pierre

Per la prima volta dai tempi dell’avvio della Riforma protestante, i cattolici celebreranno una messa nella cattedrale di Saint-Pierre.

Nell’agosto del 1535, la messa fu abolita a Ginevra dopo che gli iconoclasti devastarono la cattedrale di Saint-Pierre rompendo statue e lacerando immagini che non erano conformi al nuovo culto riformato. Da allora, nessuna messa ha avuto luogo nell’edificio, usato per il culto protestante.

Questa proposta senza precedenti della parrocchia protestante di Saint-Pierre-Fusterie è nata da un lungo dibattito a seguito di una cerimonia ecumenica. L’idea è poi «maturata» nel Consiglio Parrocchiale, che ha votato a favore.

Questo invito deriva anche da ottime relazioni, piene di fiducia, stabilite da diversi anni con Pascal Desthieux. «È un segnale che il clima a Ginevra è estremamente favorevole e fruttuoso con la Chiesa cattolica romana. Abbiamo compiuto notevoli progressi in termini di ecumenismo, in particolare con la Dichiarazione congiunta, firmata nel 2017, che riconosce i nostri rispettivi ministeri», ha affermato Emmanuel Fuchs, presidente della Chiesa protestante di Ginevra e anche pastore di Saint-Pierre. Per Daniel Pilly come per Emmanuel Fuchs, anche se le differenze tra protestanti e cattolici rimangono notevoli, ciò che le unisce è molto più importante. «È un forte segno che stiamo dando «prestando» la nostra cattedrale, una volontà di aprirci, di mettere insieme la Chiesa, di portare il Vangelo e di rendere testimonianza del nostro amore per Cristo. Come ha detto Papa Francesco, l’ecumenismo si ottiene camminando. Stiamo cercando di camminare insieme nella speranza che quando avremo camminato abbastanza, gli ostacoli che oggi ci sembrano insormontabili non lo saranno più», conclude Emmanuel Fuchs.

Vi invitiamo, al riguardo, a leggere anche l’articolo scritto per noi da Patrice Favre lo scorso 23 febbraio.

cath.ch/red

La Cattedrale di Saint Pierre di Ginevra.
29 Febbraio 2020 | 18:10
Ginevra (32), messa (53), pentecoste (22), saint-pierre (1), svizzera (333)
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