Ticino

La croce davanti alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lugano fa parlare di sé

Dopo l’interrogazione indirizzata al Municipio di Lugano dei consiglieri comunali UDC Alain Bühler, Raide Bassi e Tiziano Galeazzi che chiedono lumi sul previsto spostamento di «Luce divina», la croce cristiana dell’esposizione all’aperto «Riflessi di luce» con le sculture di Helidon Xhixha, posizionata sulla Piazza Luini davanti Chiesa di Santa Maria degli Angioli, anche il PPD interviene sulla questione. Secondo la sezione luganese il vero motivo di questo trasferimento sarebbe proprio il simbolo raffigurato dall’opera, una croce, percepita come un simbolo religioso. «Veramente c’è di che rimanere allibiti! Ma come? In ambito artistico si reclama sempre l’autonomia dell’arte da qualsivoglia pressione e poi sono proprio quelli che a Lugano devono occuparsi della programmazione artistica a porre e delle censure? E la croce non la troviamo forse anche nella nostra bandiera nazionale?». Le giustificazioni avanzate fino ad ora appaiono assurde al PPD. «Arrivano ad affermare che «la chiesa degli Angioli è un tutt’uno con il LAC»; dimenticandosi forse che quello straordinario monumento di fede e di arte (contenente il celeberrimo affresco di Bernardino Luini raffigurante le vicende della Passione di Gesù e la sua Crocifissione) esiste già da qualche secolo. Di più, il MASI pretenderebbe di avere potere decisionale su tutto ciò che lo circonda: ciò che potrebbe significare porre censure anche sulla programmazione musicale e teatrale e sull’uso di piazza Luini, qualora la stessa non risultasse gradita ai suoi vertici». Il direttore della Divisione attività culturali Luigi Di Corato, interpellato dal Corriere del Ticino aveva affermato: «Credo che sia legittimo che il museo rivendichi autonomia e una sua ultima parola nei luoghi a lui collegati. È normale che un’istituzione preposta alla programmazione legata all’arte del presente possa esprimere un parere su ciò che, fisicamente, è collegato alle sue attività». Pur nella sua autonomia, «la chiesa degli Angioli è un tutt’uno con il LAC e la sua offerta è integrata in quella del polo culturale. I fruitori che passano in quella zona hanno la possibilità di mettere in relazione l’arte del Rinascimento della chiesa con quella del presente».

(red)

Angioli Lugano
16 Aprile 2019 | 22:04
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