Commento

Il Papa sull'ordinazione di anziani sposati

Vi proponiamo la ripresa integrale del testo della conferenza stampa del Papa sul tema del celibato, accompagnata da alcune note del vaticanista Luigi Accattoli che aiutano a rileggere le dichiarazioni di Francesco anche alla luce del pensiero di Ratzinger.

«Parlando in aereo con i giornalisti Francesco ha detto una parola importante sulla possibilità di ordinare anziani sposati «solo» per assicurare la celebrazione dei sacramenti (Eucarestia, Penitenza, Unzione degli infermi) nelle comunità prive di sacerdoti celibi. Ha parlando anche dell’aborto, del dramma venezuelano, della convocazione episcopale di febbraio sugli abusi, dei migranti. Alle parole del Papa su questi quattro temi dedicherò un altro post domani. Qui riporto per intero le parole sull’ordinazione degli «anziani sposati» e alla fine metto quattro mie noterelle.
Per necessità pastorale. Papa su anziani sposati 1. Domanda: «Abbiamo visto per quattro giorni questi giovani pregare con molta intensità, possiamo pensare che molti abbiano la vocazione. Forse qualcuno di loro sta esitando, perché non può sposarsi. È possibile che lei permetta a degli uomini sposati di diventare preti nella Chiesa cattolica di rito latino, come avviene nelle Chiese orientali?»
Francesco: «Nella Chiesa cattolica di rito orientale possono farlo, si fa l’opzione celibataria o di sposo prima del diaconato. Per quanto riguarda il rito latino, mi viene alla mente una frase di san Paolo VI: «Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge del celibato». Questo mi è venuto in mente e voglio dirlo perché è una frase coraggiosa, lo disse nel 1968-1970, in un momento più difficile di quello attuale. Personalmente penso che il celibato sia un dono per la Chiesa e non sono d’accordo a permettere il celibato opzionale. No. Soltanto rimarrebbe qualche possibilità nei posti lontanissimi, penso alle isole del Pacifico, ma è qualcosa da pensare quando c’è necessità pastorale».
Leggete il padre Lobinger. Papa su anziani sposati 2. Il pastore deve pensare ai fedeli. C’è un libro di padre Lobinger, interessante, è una cosa in discussione fra i teologi, non c’è una decisione mia. La mia decisione è: no al celibato opzionale prima del diaconato. È una cosa mia, personale, ma io non lo farò, questo è chiaro. Sono uno chiuso? Forse, ma non sento di mettermi davanti a Dio con questa decisione. Padre Lobinger dice: la Chiesa fa l’eucaristia e l’eucaristia fa la Chiesa. Ma dove non c’è eucaristia né la comunità – pensi alle isole del Pacifico – Lobinger chiede: chi fa l’eucaristia? I direttori e gli organizzatori di quelle comunità sono diaconi o suore o laici. Lobinger dice: si potrebbe ordinare prete un anziano sposato, questa è la sua tesi. Ma che eserciti solo il munus sanctificandi, cioè celebri la messa, amministri il sacramento della riconciliazione e dia l’unzione degli infermi. L’ordinazione sacerdotale dà i tremunera: il munus regendi (il pastore che guida), il munus docendi (il pastore che insegna), e il munus sanctificandi. Il vescovo gli darebbe solo licenza per il munus sanctificandi. Questa è la tesi, il libro è interessante e forse questo può aiutare a come rispondere al problema. Credo che il tema debba essere aperto in questo senso per i luoghi dove c’è un problema pastorale per la mancanza dei sacerdoti. Non dico che si debba fare, non ci ho riflettuto, non ho pregato sufficientemente su questo. Ma i teologi ne discutono, devono studiare.
Già Benedetto XVI. Papa su anziani sposati 3. Parlavo con un officiale della Segreteria di Stato, un vescovo che ha dovuto lavorare in un Paese comunista all’inizio della rivoluzione, e quando hanno visto come arrivava quella rivoluzione negli anni ’50, i vescovi hanno ordinato di nascosto dei contadini, bravi e religiosi. Poi passata la crisi, trent’anni anni dopo, la cosa si è risolta. E lui mi diceva l’emozione che aveva avuto quando in una concelebrazione vedeva questi contadini con mani da contadino mettersi il camice per concelebrare con i vescovi. Nella storia della Chiesa questo si è verificato. È una cosa da pensare e su cui pregare. Infine avevo dimenticato di citare l’Anglicanorum coetibus di Benedetto XVI, per i sacerdoti anglicani che sono diventati cattolici mantenendo la loro vita come se fossero orientali. Ricordo a un’udienza del mercoledì, ne ho visti tanti col colletto e con tante donne e bambini».
Sinodo dell’Amazzonia. E’ la prima volta che Francesco entra nel merito della questione denominata «viri probati», che lui traduce con «anziani sposati». Non è la soluzione cosiddetta della «doppia via», tipica delle Chiese orientali, anche cattoliche, dove il candidato al sacerdozio può scegliere tra l’andarvi dopo celebrato il matrimonio o da celibe. Le due vie si somigliano quanto all’ammissione di sposati all’ordine presbiterale, ma le distinguono tre elementi: gli «anziani sposati» non potranno essere ventenni-trentenni che si sposano prima dell’ordinazione, ma saranno solo dei veri anziani; non saranno selezionati vocazionalmente e per autocandidatura nei seminari, alla pari dei celibatari, ma saranno chiamati al ministero per necessità; avranno conferita la sola funzione di celebrazione dei tre sacramenti (Eucarestia, Penitenza, Unzione degli infermi) che richiedono il ministro ordinato e non avranno i compiti di insegnare e di governare la comunità. Il Papa nella sua conversazione ha accennato all’Oceania, ma vi sono anche zone dell’Asia (per esempio il Laos) e delle Americhe (molti paesi dell’America Latina) dove la mancanza del clero celibatario è drammatica. In ottobre si farà in Vaticano il Sinodo dell’Amazzonia e in esso la questione verrà trattata. Trovo che le parole dette dal Papa in aereo siano una buona introduzione a una trattazione informata.
Preti per domani. Il teologo nominato dal Papa in aereo, Fritz Lobinger, 90 anni, è un vescovo emerito tedesco (è stato missionario in Sudafrica fra il 1987 e il 2004), che ha trattato la questione in varie pubblicazioni, tra le quali una tradotta in italiano dalla Emi, «Preti per domani. Nuovi modelli per nuovi tempi»: www.emi.it/preti-per-domani
Un lascito di Benedetto. Il Papa in aereo ha fatto riferimento alla decisione di Benedetto XVI di accettare che venissero riordinati con il rito cattolico sacerdoti sposati provenienti da comunità anglicane. Il rimando è alla costituzione apostolica con cui Papa Ratzinger accoglieva nel 2009 nella Chiesa cattolica «gruppi di anglicani» (Anglicanorum coetibus è il titolo latino). Quel documento stabiliva che in deroga alla legge attuale – come è definita nel canone 277: «I chierici sono vincolati al celibato» – gli «ordinariati personali» anglicano-cattolici potranno chiedere al Papa «caso per caso» di poter ordinare preti «anche uomini sposati». Non solo dunque è previsto – come già avvenuto più volte lungo gli ultimi decenni – che vengano ammessi al sacerdozio della Chiesa Cattolica gli attuali preti anglicani sposati, ma che preti sposati vi siano anche in futuro «secondo criteri oggettivi approvati dalla Santa Sede». Le «Norme complementari» pubblicate insieme alla Costituzione specificano che tali criteri avranno di mira «le necessità dell’ordinariato». Vale a dire che l’autorizzazione verrà data quando l’ordinazione di un uomo sposato risulti necessaria per garantire la celebrazione dell’Eucarestia a una comunità che non possa essere servita altrimenti.
Ratzinger annata 1971. Il giovane Ratzinger nel saggio «Fede e futuro» (Queriniana, Brescia 1971, p. 115) aveva previsto per l’intera Chiesa Cattolica che un giorno si sarebbe arrivati – per necessità e restando vigente la norma del celibato – all’ordinazione di «cristiani provati (viri probati) che esercitano una professione: in molte delle comunità più piccole e in gruppi sociali omogenei la cura d’anime sarà normalmente esercitata in questo modo; ma accanto a queste forme sarà indispensabile la figura principale del prete, che esercita il ministero come lo ha fatto finora».

29 Gennaio 2019 | 09:01
celibato (7), Papa (1132), pastorale (11), sacerdozio (15)
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