Ticino

Giovani AC: un'estate non per fare ma per essere

È un’estate non tanto per fare, ma per «essere», quella che l’Azione cattolica (AC) ticinese sta vivendo in questi giorni. Due settimane fa alcuni ragazzi, già animatori di campi AC o coinvolti nelle sue attività, si sono ritrovati con il supporto di don Rolando Leo e don Samuele Tamagni per provare a riflettere assieme sulla propria identità di cristiani. «Parlare di una ripresa delle attività AC – sottolinea don Rolando – è presto dopo il tempo di riflessione deciso dall’Associazione. Lo scopo di questi cinque giorni, piuttosto, era quello di provare, con tutta la modestia e l’umiltà del caso, ad imparare nuovamente, sia come gruppo che come singoli, a riamare Dio e noi stessi». Proprio per questo, durante la settimana i ragazzi hanno incontrato tra l’altro fra Martino Dotta e fra Michele Ravetta, per poi avere, mercoledì, un momento informale con mons. Lazzeri. Niente campi diurni, dunque, per l’Azione Cattolica, questa estate, ma un momento per fermarsi e riflettere. Don Rolando e don Samuele, dal canto loro, hanno cercato di risvegliare nei ragazzi il desiderio della Parola: «Gli Atti degli Apostoli sono un testo fondativo per l’AC. Le parole chiave per i primi cristiani erano servizio, azione, carità, e così deve essere per noi. Il testo conclusivo su cui abbiamo ragionato, invece, è l’Apocalisse, in particolare il passo in cui si dice che Dio avrebbe fatto nuove tutte le cose; ne deriva un senso di forte speranza, che abbiamo bisogno tutti di questi tempi », racconta don Rolando. Un futuro che per l’AC, al momento presente, rimane ancora indeterminato: «Se ci sarà un nuovo inizio, questo senz’altro sarà in modalità più famigliare; meno numeri, ma più qualità», aggiunge don Samuele. Tra i giovani partecipanti della settimana di formazione, troviamo Tristan Moggi, che l’anno scorso aveva organizzato il campo estivo di AC, prima che le attività si interrompessero: «Quando ci siamo ritrovati, a inizio della scorsa settimana, la sospensione delle attività AC, decisa alcuni mesi fa, ci pareva ancora strana. Ma, dopo questi cinque giorni di riflessione, abbiamo capito che avevamo profondamente bisogno di un momento come questo. Dal malumore siamo passati a uno sguardo più sereno e ottimistico sul futuro, che potrà sicuramente aiutarci quando e se ci sarà una ripartenza di AC», conclude Tristan.

Laura Quadri

20 Luglio 2020 | 14:52
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