La Conferenza dei Vescovi svizzeri valuterà la proposta nella sessione di febbraio.
Svizzera
La Conferenza dei Vescovi svizzeri valuterà la proposta nella sessione di febbraio.

Assemblea ordinaria della Conferenza dei Vescovi svizzeri: lotta decisa agli abusi e solidarietà concreta verso i cristiani perseguitati

29.11.2018, 20:22 / Laura Quadri

Si è svolta in questi giorni, dal 26 al 28 novembre presso il Seminario di Coira la 322esima assemblea ordinaria della Conferenza dei Vescovi svizzeri. Primo pensiero, la solidarietà verso i Paesi del Medio Oriente, la cui situazione – sottolinea un odierno comunicato – rimane drammatica. Giorno dopo giorno ci arrivano notizie e immagini terribili delle persecuzioni subite dai cristiani in Iraq o Siria. La Conferenza invita dunque tutte le parrocchie, durante il tempo d’Avvento, a pregare per i cristiani di questi Paesi e testimoniare la propria solidarietà anche con dei gesti concreti. Il che potrà essere, ad esempio:

• installare un luogo di raccolta per le offerte destinate a dei progetti di Chiese bisognose o all’Associazione svizzera della Terra Santa

• Invitare i credenti ad una veglia di preghiera

• Incoraggiare i bambini e gli adolescenti della Svizzera a rivolgere dei messaggi d’auguri a bambini e adolescenti in Iraq o Siria, messaggi che in seguito saranno raccolti dalle Diocesi e trasmesse alle autorità ecclesiali di Bagdad o Damasco.

Dopodiché, Alain de Raemy ha fatto pervenire ai confratelli le sue impressioni su quanto vissuto al recente Sinodo. Sottolinea che la concretizzazione delle conclusioni del documento finale è una sfida che ogni Diocesi deve accogliere. Il processo sinodale deve continuare “in loco”. Tutti i battezzati – e non solo i ministri – sono chiamati a dare priorità (in questione di tempo, investimento e risorse) ai giovani e alla loro partecipazione ecclesiale. Il documento finale lo dice bene: ci vuole che ovunque si instauri una “sinodalità missionaria”. Questa attitudine concerne anzitutto le comunità parrocchiali e i movimenti e le associazioni giovanili entro la Chiesa. Ma anche le Conferenze episcopali devono includere nei loro lavori i giovani e pubblicare delle direttive che riguardino la gioventù, mettendo l’accento sul discernimento vocazionale come approfondimento dell’esistenza cristiana. Mons. De Raemy propone dunque di riattivare, in una forma ancora da valutare, il Consiglio dei giovani entro la Conferenza episcopale.

La Conferenza episcopale ha poi riflettuto sulla questione della prevenzione agli abusi sessuali in contesto ecclesiale, in presenza del capo della Commissione di esperti Giorgio Prestele, e del suo segretario, mons. Joseph Bonnemain. Si è discusso apertamente di differenti misure possibili. La commissione, pertanto, in una delle prossime assemblee, sottoporrà alla Conferenza episcopale e all’Unione dei Superiori religiosi della Svizzera un catalogo di misure concrete, che permettano di instaurare in modo sistematico un sistema di prevenzione nella vita ecclesiale svizzera.

La Conferenza ha quindi trattato collateralmente altri temi, come quello delle armi nucleari, auspicandosi che il trattato sottoscritto dalla Svizzera nel 2017 durante l’Assemblea generale dell’ONU possa sortire i suoi effetti. La Commissione per il Dialogo con i Musulmani ha poi esposto i risultati della sua ricerca circa la questione della carità nel dialogo interreligioso. Secondo il principio che “non si parla dell’altro ma l’uno con l’altro”, il documento lascia la parola alle voci cristiane, musulmane e ebree.
(red)

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