Consacrati in azione. © Giornale del Popolo
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Consacrati in azione. © Giornale del Popolo

Un giovane in seminario


di Carlo Vassalli

Quando un giovane entra in seminario, una delle prime domande che i conoscenti pongono è che cosa fa. Per alcuni potrebbe essere scontato. In passato si diceva “va a studiare da prete”. E lo studiare “da prete” non lo possiamo limitare solamente al chinarsi sui libri. È il dibattito che abbiamo anche nelle scuole quando parliamo di istruzione e di educazione: la prima caratterizzata dallo studio intellettuale e personale, la seconda da una vita di comunità e di crescita, verifica, vocazione. Infatti, la vita in seminario é un continuo camminare. Non sempre è facile, non sempre felice e non sempre scontata. Anzi,…tutt’altro! Se un giovane sceglie questo sentiero (e penso che sia comune anche agli altri cammini vocazionali), il proprio camminare dovrà essere vissuto in continuazione come una vocazione, una chiamata. E se abbiamo una chiamata -possiamo facilmente immaginare due persone che si parlano a distanza- faremo attenzione a quello che Qualcuno ci sta dicendo e cercheremo di avvicinarci sempre di più per capirlo meglio. È un cammino composto da tanti atteggiamenti, da tanti sentire e scelte che mettono ogni giorno tra gioia e fatica, una fatica che ti prepara comunque ai problemi del mondo, una fatica che ti fa crescere e ti fa capire se il sentiero intrapreso verso quella Persona che ti sta chiamando da lontano. E tu, senti la Voce di chi ti chiama? Che sentiero hai intrapreso?

 

Carlo Vassalli

Era un venerdì mattina molto presto del mese di marzo del 1984 quando mi trovai su questa Terra. Infanzia e scuole elementari a Riva San Vitale, medie al Collegio Don Bosco di Maroggia e liceo economico a Mendrisio. Durante il liceo ho iniziato a collaborare con le Parrocchie di Riva San Vitale, Capolago e Brusino Arsizio e nel 2003 sono diventato il responsabile del Centro Interparrocchiale Oratorio Beato Manfredo a cui facevano capo le attività pastorali delle tre parrocchie citate. Nel frattempo, dopo aver partecipato a diversi campi, dal 2001 sono entrato nel comitato dell’Azione Cattolica Giovani, ho insegnato religione alle scuole elementari, ho proposto i GREST, faccio parte dell’equipe di formazione per gli animatori a livello diocesano, ho collaborato per l’organizzazione -sempre a livello diocesano- di diverse GMG, faccio tutt’ora parte della Commissione di Pastorale Giovanile Diocesana e dell’Associazione Grest Ticino costituita nel 2013. Affianco a queste responsabilità, altre attività diocesane o regionali. Nel settembre del 2012 ho deciso di intraprende il cammino di discernimento che nei prossimi anni dovrebbe sfociare nel sacerdozio; oltre a essere in seminario, frequento la Facoltà di Teologia di Lugano. Una passione educativa cresciuta anno dopo anno come risposta ad una Chiamata, che va oltre i nostri progetti. Nell'ottobre 2017 sono diventato diacono e nel mese di giugno 2018 sacerdote.

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