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Tempo di vacanze. Tempo di ricarica


di Elisa Devrel

Sta per concludersi l’anno scolastico e per iniziare ufficialmente l’estate. Anche per chi non è legato al mondo della scuola, sa che i ritmi cambiano e vi è come una sospensione delle attività “ordinarie”. Ma cosa ci porta l’estate? Ognuno la vive in maniera diversa e ci sarà chi ha paura di annoiarsi, non avendo più gli impegni che scandiscono la giornata e chi, invece, non vede l’ora di partire in vacanza altrove, di viaggiare e di vivere nuove esperienze.

È vero, l’estate ci regala in fondo come una libertà maggiore che però non sempre siamo abituati o in grado di gestire e che ci obbliga a riflettere in maniera più approfondita su come vogliamo impiegare al meglio questo tempo. È un periodo di vacanza, ossia di fare “vuoto”, da cui viene etimologicamente la parola vacanza, dal verbo latino “vacare”, che significa essere vuoto, libero. Fare un vuoto dai nostri programmi quotidiani, ma che con la possibilità di poter fare una ricarica di aspetti spesso trascurati. E così, abbiamo modo di incontrare e trascorrere del tempo con persone amiche che non vediamo da tempo, approfondire le nostre amicizie, andare alla (ri)scoperta di luoghi, sia lontano sia ammirando la regione dove viviamo. E perché no? È anche il tempo di riordino e di sistemazione nelle nostre case, vagliando le cose che sono diventate superflue da quelle che rimangono importanti.

Dobbiamo dire anche che, grazie alla disponibilità e al volontariato di tante persone, le proposte per i bambini e i giovani non mancano e, quindi, incoraggiamoli a mettersi in gioco, a partecipare alle mille e più attività esistenti, per es. nelle nostre parrocchie. Avranno la possibilità di crescere, di ricaricarsi e di approfondire anch’essi un aspetto che non bisogna lasciare andare in vacanza: la fede!

Buona estate e buona ricarica a tutti!

Elisa Devrel

Sono nata nel 1982 e mi sono laureata in psicologia presso l’Università di Ginevra. Sono psicologa e psicoterapeuta in formazione. Le mie esperienze professionali si sono svolte e continuano tutt’ora a svolgersi, negli ambiti legati alla scuola, all’infanzia, all’adolescenza e, in generale, alla famiglia. Questi sono tutti temi da sempre a me molto cari.

Dopo alcune esperienze di volontariato in Etiopia con i Salesiani, sono stata attiva in qualità di membro della Commissione diocesana della Pastorale giovanile tra il 2008 e il 2013. Grazie a ciò ho partecipato a 3 Giornate mondiali della gioventù, in una della quali – quella di Madrid del 2011 – ho potuto conoscere il mio marito. L’interesse per i temi della Chiesa e il vivere la fede in maniera concreta, soprattutto nelle nostre comunità locali, sono presenti nella vita di tutti i giorni e con mio marito partecipiamo alla Pastorale Famigliare (abbiamo per es. animato un corso per i fidanzati).

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