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Tempo di carnevale


In questi giorni il Ticino è invaso da coriandoli, festose maschere e profumi di risotto e luganighe. Nonostante il successo popolare, il carnevale però non piace a tutti. Alcuni infatti preferiscono la pace e la quiete. Altri lo sopportano a stento, come i genitori che si cimentano con le prime notti festaiole dei figli adolescenti. Altri si lamentano perché ormai “è carnevale tutto l’anno”…

In generale il carnevale gode di ottima salute, complici anche i cibi grassi e i fiumi di alcol che rimpinguano le casse di tendine e società a scopo di bevuta. Gli adepti non mancano mai, per fortuna in buona parte desiderosi di sano divertimento piuttosto che di trasgressione: gente che in fondo vive il celebre aforismo di Seneca “semel in anno licet insanire” (una volta all’anno è lecito impazzire).

Nella tradizione cristiana occidentale il periodo del carnevale era inquadrato – e ben tollerato – in un tempo ciclico che sull’arco dell’anno integrava l’alternarsi delle stagioni, il ritmo della vita agropastorale e le festività religiose con i periodi forti dell’Avvento e della Quaresima. Il periodo del carnevale precede la Quaresima come godereccia parentesi prima della penitenza. E ora? Se il senso trasgressivo e godereccio del carnevale è rimasto, è l’aggancio in questo “ciclo” che è venuto meno, con la “povera” quaresima che appare un po’ malridotta e snobbata.

Ma a ben guardare a essere ormai tramontato è l’intero impianto culturale sopra citato dei ritmi della natura e della religione: ora il flusso del nostro vivere è determinato da ben altro. Pensiamo ai ritmi di lavoro efficientistici, al nostro essere sempre connessi, ai riti consumistici quali black Friday o saldi quasi perenni…

Le feste religiose sono scandite dai ritmi dei centri commerciali e si limitano in gran parte a momenti conviviali in famiglia. Persino il ritmo delle stagioni è trasformato dai cambiamenti climatici. Insomma, non c’è più religione e non ci sono più le stagioni di una volta… Facciamo vincere il pessimismo? No, dai a carnevale diciamo che le cose non vanno poi così male. Anche perché in fondo l’uomo, anche dietro a una maschera, è sempre lui….

Davide De Lorenzi

Classe 1975, originario di Claro (TI) sono sposato e padre di due bimbi. Dopo gli studi universitari a Friborgo sono rientrato in Ticino, dove insegno storia geografia in una scuola media dal 2000.

Oltre a famiglia e lavoro sono appassionato di escursioni in montagna e con la mountain bike. Mi piace viaggiare, anche solo con la mente, e pensare. Spero di farlo anche scrivendo.

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