Suor Sandra Künzli

Suor Lucia dos Santos, la pastorella di Fatima

La piccola Lucia nasce il 22 marzo del 1907. A 6 anni riceve la sua prima comunione. Il 13 maggio del 1917 le appare la Vergine Maria per la prima volta, mentre si trova a pascolare il gregge insieme ai cuginetti Giacinta e Francesco Marto. La Madonna apparirà loro fino al 13 ottobre dello stesso anno.

Lucia va a studiare presso le suore Dorotee dove entrerà poi come novizia ed emetterà i voti con il nome di suor Addolorata. Il 25 marzo del 1948, col permesso di Pio XII, entra nel Carmelo di Coimbra dove vi resterà per 57 anni fino alla morte. Il 31 maggio del 1949 fa la sua professione solenne. Suor Lucia aveva un bel carattere; era sempre gioviale e di buon umore; amava scherzare. Nel 2000 ebbe la gioia di partecipare alla beatificazione di Giacinta e Francesco, occasione in cui venne letta la terza parte del segreto di Fatima. Lucia aveva 92 anni. Il 31 maggio 1999 festeggiò il suo 50° di professione nel Carmelo. Negli ultimi anni fu costretta ad andare su di una sedia a rotelle per essersi molto indebolita a causa di una grave deformazione alla colonna vertebrale. Scrivono le sue consorelle: «In quella cella in cui a grandi passi si preparava l’incontro eterno della pastorella di Fatima con la Signora più splendente del sole, si viveva in santa allegria e si parlava della morte come di una festa molto attesa». Le sue ultime parole pronunciate furono: «Offro la mia sofferenza per il Santo Padre». Morì il 13 febbraio del 2005, a 97 anni. I suoi funerali si tennero a Coimbra con grande partecipazione di clero e di popolo.

Per un anno fu sepolta nel chiostro del Carmelo di Coimbra, poi venne trasportata al santuario di Fatima, accanto a Giacinta e Francesco.

Lucia ebbe molto a soffrire nella sua vita, ma grazie al suo bel carattere riuscì a nascondere le prove che dovette affrontare. Una di queste fu l’essere continuamente cercata dalla gente; avrebbe preferito di gran lunga il riserbo e il nascondimento ma accettò per amore di Gesù e della Madre di Dio. Una «spina» che portò sempre nel cuore fu l’incredulità di sua madre alle apparizioni. Fin dall’inizio la sua mamma le diede della bugiarda e la esortò più volte a dire tutta la verità al parroco. Quando la rivide per l’ultima volta, Lucia le domandò: «Mamma, adesso credi nelle apparizioni?». La risposta fu ancora negativa. Grande fu l’amarezza di suor Lucia perché forte era l’affetto che la legava a sua madre che fu comunque una brava cristiana. La nostra veggente dovette pure attendere parecchi anni prima di poter coronare il suo sogno di entrare in un Carmelo e vivere così la vita contemplativa alla quale si sentiva chiamata.

La giaculatoria che Lucia era solita recitare quando aveva qualche pena o offriva un sacrificio era quella insegnata dalla Madonna: «Per amor vostro, o Gesù, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria». Dopo la morte dei due cuginetti si sentì sola, ma Maria le aveva assicurato che il suo Cuore Immacolato sarebbe stato il suo rifugio e che avrebbe vegliato sempre su di lei. A Fatima, la Vergine appare per stabilire nel mondo la devozione al suo Cuore Immacolato anche attraverso la recita quotidiana del rosario e la devozione dei primi 5 sabati del mese, in suo onore. Disse a Lucia: «A chi abbraccerà questa devozione, prometto la salvezza e queste anime saranno amate da Dio, come fiori messi da Me a onorare il suo trono».

(notizie tratte dal libro: «Un cammino sotto lo sguardo di Maria», biografia del Carmelo di Coimbra, ed. OCD)

Suor Sandra Künzli

Suor Lucia con Giovanni Paolo II.
13 Maggio 2020 | 08:03
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