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Risottone giornalistico


Mi è capitato per caso di leggere un articolo di un quotidiano italiano relativo alla geopolitica vaticana dove si parla di aperture papali verso l’Asia e dei noti dissapori tra la Chiesa ortodossa russa e quella Ucraina, dopo che quest’ultima ha abbandonato la sfera di influenza di Mosca per volgere sguardi e interessi al patriarcato di Costantinopoli.
Se sugli argomenti relativi alle Chiese non c’è niente da eccepire, ma quello che mi ha stupito è stato il condimento proposto: notizie ecclesiali immerse nella descrizione degli interessi politici di Trump, Pechino, Mosca e via dicendo. Una bella pagina, però con un po’ troppi collegamenti forzati tra mondi ecclesiali e politica mondiale, anche dove probabilmente non ve ne sono o sono marginali. E questo è proprio un peccato: il metodo giornalistico si mette così dettare i contenuti agli articoli, finendo per offrire un prodotto che ha perso un po’ di punti a livello di oggettività. Lo scrivo proprio perchè è vizio e non virtù del giornalismo farsi prendere la mano da congetture figlie del metodo, ma che vanno a scapito della verità. Il “tormentone” tipo “polpettone” o “risottone” è un pericolo che purtroppo rischiamo di trovare sempre con maggior frequenza, non solo nella non controllata rete internet. E i tormentoni, lo si voglia o no, sono a rischio forzature… sempre.

Cristina Vonzun

Cristina Vonzun, giornalista, sono alla guida del Centro Cattolico Media di Lugano e di catt.ch. Ha scritto per il Giornale del Popolo.

In questo blog “crismountain” troverete i miei post su temi di attualità, ecclesiali, sportivi e culturali.

Sono nei social: twitter.com/crismountain e facebook.com/people/Crismountain-Crismountain/100009076790814

 

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