https://www.flickr.com/photos/hackny/ (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/legalcode" target="_blank">CC BY-SA 2.0</a>)
Blog
https://www.flickr.com/photos/hackny/ (CC BY-SA 2.0)

Non uso Facebook


Non uso Facebook. Però la notizia che il fondatore del social network e sua moglie alla nascita della loro primogenita, le hanno promesso di impegnarsi finanziariamente e cospicuamente a favore di un mondo migliore, non mi ha lasciato indifferente. Di là da tutte le speculazioni e da tutti i commenti ascoltati e letti in questi giorni, io penso che si tratti davvero di una bella notizia e che i nostri giornali cartacei, radiofonici, televisivi e virtuali dovrebbero traboccare di notizie del genere.
Sono altrettanto convinta che non sia la materia prima a mancare, ossia le buone notizie su persone che si impegnano a favore del bene comune, attraverso l’aiuto a gruppi di esseri umani nel bisogno. Mi riaggancio a quanto scritto dai coniugi Chan Zuckerberg nella loro lettera alla figlia: «Sappiamo che è un piccolo contributo a confronto di quelli che altri stanno già facendo.» Ci si potrebbe chiedere a chi stanno facendo riferimento… La loro promessa è la più importante in questo senso che sia mai stata fatta. Chi mai è in grado di promettere 45 miliardi di dollari? «Non di certo io.» staranno pensando in tanti.
A me è subito venuta in mente la parabola dei talenti. Dio affida a ciascuno di noi un tesoro. Ai blocchi di partenza le posizioni sono estremamente ineguali e anche i percorsi previsti non presentano per tutti le medesime difficoltà. Egli non lascia però nessuno senza capacità. Certo, non tutti sono dei Zuckerberg o delle Chan, dei Nelson Mandela, delle madre Teresa di Calcutta. Ma ognuno di noi ha la capacità di dare o fare qualche cosa. L’importante è non cadere in un sentimento di rassegnazione o di indifferenza. Certo, a chi più è stato dato, più sarà richiesto, ma ognuno ha un compito di fronte alla società e a Dio. Diamoci da fare allora, sommergiamo i media di belle notizie.

Daria Lepori

Nata a Lugano si considera però, con un bisnonno emigrato in Francia e l’altro arrivato dalla Germania, più una cittadina del mondo che una “ticinese doc”. L’ingiusta ripartizione delle risorse sul nostro pianeta le fa passare notti insonni. Ma da quando lavora per Sacrificio Quaresimale, ossia dal 2006, almeno fa qualcosa di tangibile per promuovere una maggiore giustizia.

autore