https://www.flickr.com/photos/johnseb/
Blog
https://www.flickr.com/photos/johnseb/

La porta e il fiume: abbandonarsi all’Amore misericordioso


di Manuela Masone
Due sono i simboli che il vescovo Valerio ha presentato nella sua lettera pastorale che apre il Giubileo della Misericordia, la porta aperta per la quale si entra e il fiume nel quale ci si immerge. Entrambe le immagini richiedono un movimento da parte nostra: il primo è un passo, una disposizione che ci permette di varcare la soglia, mentre il secondo è quello di immergerci nell’acqua del fiume che diventa sempre più alta, lasciare le certezze di quello che è possibile fare con le nostre forze per accettare che il fiume di Dio ci porta oltre, dove l’impossibile diventa possibilità.
Alcuni santi, e in particolare, Santa Teresa di Gesù Bambino, parlano di un atto di abbandono inteso sia come fiducia, sia come apertura a ciò che magari la nostra ragione non riesce a cogliere ma solo ad intuire. Il Giubileo diventa così un anno non tanto per moltiplicare i nostri sforzi ma per lasciarci travolgere dal fiume d’Amore che zampilla, è pieno di vita e ci rigenera.
Di amore se ne può parlare, scrivere ma solo facendone l’esperienza cogliamo la realtà con uno sguardo nuovo, tanto da intravedere nuovi percorsi, nuove soluzioni alle situazioni del quotidiano e a quelle più complesse del mondo in cui viviamo.
L’esperienza dell’Amore stimola quindi la nostra ragione, la nostra creatività, la nostra capacità di amare e si traduce in azioni che permeano la realtà.
Per questa ragione il Giubileo non consiste unicamente in un insieme di atti di pietà, ma racchiude possibilità di rinnovamento che penetrano nella storia degli uomini come le acque del torrente che passando fanno rivivere ogni cosa.

Manuela Masone

Consacrata, attualmente è membro della Commissione di Pastorale Giovanile della Diocesi di Lugano. Lavora presso l’amministrazione pubblica nell’ambito del turismo e degli eventi. L’incontro con alcuni giovani cristiani all’età di 16 anni, le permette di scoprire Dio come Amore e quest’esperienza caratterizzerà la sua vita.

Dopo una formazione commerciale e qualche anno di esperienza lavorativa, a 20 anni lascia il Ticino per il Vallese dove inizierà un percorso in una nuova comunità nella quale maturerà la chiamata alla vita consacrata e si impegnerà nell’evangelizzazione e nell’accompagnamento vocazionale di giovani in Svizzera, Francia e Italia. In questi anni studia prima al Teresianum a Roma (teologia spirituale) e poi a Lugano, dove otterrà il bachelor in filosofia.

Il suo desiderio di vivere la consacrazione “fra la gente” la porterà riprendere la vita lavorativa e di impegno nella società e a orientarsi alla forma di vita consacrata dell’Ordo Virginum.

autore