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La leggenda del pettirosso


Di Federica Mauri
Fra pochi giorni è Natale. Anche quest’anno non ho saputo resistere alla tentazione di preparare i biscotti. Una tradizione questa, di famiglia. Mentre stendevo la pasta e i miei figli ritagliavano cuori, alberelli e angioletti, affioravano alla memoria ricordi d’infanzia. Scatole di milanesini dalle glasse variopinte, stelle alla cannella, biscotti al cioccolato. Ce n’erano per tutti i gusti. Per non parlare poi dei preparativi a casa con i miei genitori e mia sorella: addobbare l’albero e allestire il presepe. Sento ancora l’odore dell’abete, delle candele, dell’immancabile fuoco acceso nel caminetto e delle pietanze cucinate per l’occasione. Più che i regali, ricordo la gioia dello stare assieme e delle fiabe che la nonna ci leggeva. E delle leggende di Natale. Eccone una che voglio condividere con voi. Io la racconterò ai miei figli. Auguri di un sereno Natale in famiglia e di un 2017 di pace a tutti!
La leggende del pettirosso
Si narra che nella stalla, assieme a Giuseppe, Maria e a Gesù Bambino, ci fosse anche un uccellino che s’impegnò a tenere al caldo il piccino per tutta la notte muovendo le sue piccole ali sul fuoco che si stava spegnendo. Il mattino dopo l’impegno dell’uccellino fu premiato: sul suo petto apparve una chiazza di colore rosso brillante, da cui prese poi il nome.

Federica Mauri

Sono nata nel 1975 a Locarno. Dopo la laurea in scienze della comunicazione a Lugano, ho lavorato come corrispondente parlamentare a Berna per il Giornale del popolo, prima di diventare responsabile comunicazione e PR per Sacrificio Quaresimale.

Madre di due splendidi bimbi, cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per le mie passioni: la lettura, lo sport e la musica.

Amo viaggiare, anche solo con la fantasia, e conoscere persone, culture e luoghi nuovi per nutrire la mia insaziabile curiosità per il mondo che mi circonda e che non smette mai (nel bene e nel male) di stupirmi.

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