Suor Sandra Künzli

La lectio Divina

La prima lectio Divina della storia è stata impartita da Gesù ai discepoli di Emmaus, quando, lungo il cammino, spiegò loro il senso delle Scritture (profezie dell’Antico Testamento), che si sarebbero realizzate in lui. Nella sua ultima lettera pastorale, il vescovo Valerio, ci invita a riscoprire questa antica pratica. La Parola, infatti, ci plasma, converte le nostre vite e ci aiuta a pensare non secondo la logica umana ma secondo Dio. Personalmente ho sempre avuto difficoltà ad applicare la lectio con i suoi cinque punti. Il mio piccolo metodo è quello di leggere attentamente il testo e di imparare a memoria una frase che mi ha colpito particolarmente, per ricordarla poi durante tutto il giorno, come un sottofondo di una dolce melodia. I protestanti hanno molto più familiarità di noi cattolici con la Sacra Scrittura. Il Concilio esorta i fedeli a ritornare alle origini della nostra fede e a riscoprire il libro Sacro. Molti laici, certamente, attingono regolarmente alle S. Scritture e ne fanno oggetto di meditazione ma forse si può fare di più. «La Scrittura parla di Cristo e ci indirizza all’amore», così afferma S. Agostino. Il salterio ha il suo inizio con il salmo 1 che così recita: «Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi e non indugia nella via dei peccatori…, ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte». E’ cosa buona meditare le letture della messa del giorno che la Chiesa di propone, anche per chi non può partecipare alla liturgia quotidiana, o leggere la Bibbia in modo continuato cominciando magari dal Vangeli. Le divine Scritture sono come una lampada che illumina il nostro cammino di viandanti: ” Il nostro cibo quotidiano su questa terra è la Parola di Dio…e come la notte non spegne il brillare delle stelle in cielo, così il male del mondo non abbatta l’animo dei fedeli che rimangono saldi nel firmamento della divina Scrittura…Scrivete la Parola di Dio nei vostri cuori, nei vostri costumi e non si cancellerà mai» (S. Agostino). Che la Bibbia diventi il nostro libro più caro, fonte di saggezza e di sapienza; ispiri le nostre preghiere e le nostre azioni per crescere con lo sguardo fisso su Gesù, autore e perfezionatore della nostra fede.

23 Ottobre 2020 | 22:33
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