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Il sinodo “chiesa dalle genti” - Uno sguardo ai nostri vicini della diocesi di Milano


Con il desiderio di camminare, come popolo di Dio, verso la novità che lo Spirito suscita creativamente nella chiesa anche grazie all’incontro dei popoli attraverso le migrazioni, ci troviamo, come missionarie che vivono nella metropoli di Milano, a condividere il cammino sinodale avviato dalla diocesi ambrosiana. Tale cammino intende ‘guardare’ ai segni dei tempi che le migrazioni portano con sé, per approfondire e contribuire a edificare la cattolicità della chiesa, il suo essere ab origine “chiesa dalle genti”: la chiesa della pentecoste che abita nel cuore della Trinità, comunione nella diversità.

L’Arcivescovo Mario Delpini ha convocato, infatti, la comunità ecclesiale perché ciascun membro possa offrire il suo contributo alla “casa in costruzione” che è la chiesa.

Il metodo sinodale segue le indicazioni di Papa Francesco che invita i credenti a vivere come chiesa in uscita.

Il Sinodo della diocesi di Milano, cosiddetto ‘minore’ – perché, secondo la tradizione che risale a San Carlo Borromeo, focalizza la sua attenzione solo su un aspetto peculiare della vita della chiesa – si è aperto il 14 gennaio 2018, con una celebrazione nella basilica ‘madre’ della città, la chiesa di S. Ambrogio. In quell’occasione è stato consegnato alla diocesi uno strumento di lavoro con alcune linee guida che hanno lo scopo di sollecitare, alla base, una capillare e vivace partecipazione di tutti (“Chiesa dalle genti. Responsabilità e prospettive”): gruppi parrocchiali, comunità di migranti, giovani e educatori, operatori della carità… Infatti, in vista della sua chiusura alla vigilia della festa di S. Carlo (il prossimo 3 novembre), il Sinodo non intende ‘produrre’ qualcosa – un documento, una direttiva -, ma ‘accade’ già come un processo di confronto per cogliere, insieme, come vivere e divenire la chiesa della pentecoste grazie alla presenza di credenti appartenenti a nazioni diverse e grazie al contributo di ciascuno.

Non dunque un Sinodo ‘sui’ migranti, ma ‘con’: ‘con’ i credenti di tutte le nazionalità presenti nel territorio della diocesi, e anche con i credenti di altre religioni che desiderano confrontarsi su sfide comuni, così come con i non-credenti che hanno il desiderio di cambiare, le forme e i linguaggi divenuti inadeguati rispetto alla convivenza plurale, dando spazio al bene che avanza.

Il cammino sinodale può divenire così una preziosa occasione per far circolare la forza aggregante dell’incontro che, al di là di ogni chiusura, esprime la dimensione universalmente fraterna del Vangelo.

Monica Martinelli

Missionarie Secolari Scalabriniane

Nella nostra diversità di provenienze e culture ci uniscono una vocazione alla sequela di Gesù in cammino con i migranti e i rifugiati del nostro tempo e una storia iniziata a Solothurn, Svizzera, nel 1961. Siamo un Istituto Secolare appartenente alla Famiglia Scalabriniana.

Attualmente siamo presenti in Europa a Solothurn, Basilea, Stoccarda, Milano, Roma e Agrigento, in Brasile a San Paolo, in Messico a Città del Messico e Santiago de Querétaro e in Vietnam a Ho Chi Minh City. Lavoriamo in diversi ambiti professionali nelle società plurietniche di oggi. Viviamo in piccole comunità e nei Centri Internazionali “G.B. Scalabrini”, dove con giovani e amici di varie nazionalità, culture e religioni desideriamo fare spazio a quella comunione nella diversità che sogniamo per il mondo intero. “Sulle strade dell’esodo” è il nome della rivista che pubblichiamo in quattro lingue come strumento di dialogo e di incontro.

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