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Il mestiere più importante del mondo


di Davide De Lorenzi

Con questo titolo so di catturare l’attenzione dei lettori. Ma so che deluderò quasi tutti, visto che devo dire una professione. È quella del docente, o meglio, del maestro, ovviamente anche al femminile.  Ogni mestiere è straordinario, perché dà dignità alle persone, perché lavorando si costruisce civiltà. Ma oggi, soprattutto oggi, come detto dallo scrittore inglese Aidan Chambers, ospite in questi giorni del festival di letteratura per ragazzi Storie controvento, la professione del docente è di fondamentale importanza nel mondo in cui viviamo. Perché si occupa di trasmettere e permettere la conoscenza e l’essenza stessa dell’umanità. Gli ha fatto eco Marie Aude Murail: “la differenza tra l’uomo e un criceto è la cultura, e la cultura, anche se a volte un po’ impolverata, te la dà la scuola”. La scuola, nonostante ogni possibile limite, è il luogo privilegiato dove le generazioni si incontrano, scontrano, riplasmano, sono sbattute dentro la vita, sono costrette a vivere di diversità e conflitti per rielaborare ogni volta la vita e la cultura. Il docente è forse l’ultimo profeta del nostro tempo, assieme agli scrittori. Qualcuno che sa leggere dentro le cose e sa condurre, fino a tirarsi indietro, su percorsi di crescita, di umanità, di amore. Qualcuno che pone situazioni, sfide, insegnamenti, aiuta a decifrare, fa amare la conoscenza, fa  Non per niente nel mondo dove si affaccia al potere il fondamentalismo di ogni tipo è proprio la scuola la prima ad essere colpita. Fa più paura un’aula libera, la matita di Charlie Hebdo, fa più paura un museo, una biblioteca, una ragazza come Malala Yousafzai (Nobel per la pace). Sì perché come detto dalla giovane pakistana “un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa”. Ovunque nel mondo.

Davide De Lorenzi

Classe 1975, originario di Claro (TI) sono sposato e padre di due bimbi. Dopo gli studi universitari a Friborgo sono rientrato in Ticino, dove insegno storia geografia in una scuola media dal 2000.

Oltre a famiglia e lavoro sono appassionato di escursioni in montagna e con la mountain bike. Mi piace viaggiare, anche solo con la mente, e pensare. Spero di farlo anche scrivendo.

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